Archivi del mese: gennaio 2011

Alessandro Giampaoli e la voce del silenzio

Per Alessandro Giampaoli, da sempre produrre immagini è stato il suo principale interesse, con matite, penne, pennelli, fino alla scoperta della macchina fotografica.
Dopo varie esperienze nell’editoria inizia il suo percorso di ricerca consapevole nel campo delle arti visive, in cui la pittura cede presto spazio definitivamente alla fotografia, lasciando tuttavia una traccia significativa nel modo di interpretare e concepire lo scatto fotografico.

Mare del Nord, 2008

Diplomatosi presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino, intensifica l’attività, sperimentando nuove tecniche nella produzione artistica.
É la sua grande passione per la musica a spingerlo successivamente a muovere i primi passi nel mondo della fotografia di scena. In questa fase si allontana dal colore, privilegiando il bianco e nero per i suoi scatti.

Passione che viene completata e perfezionata a Milano, dove lavora dal 1992 come fotografo freelance partecipando a progetti editoriali, discografici e teatrali e collaborando con pittori, scultori, musicisti, scrittori.
Dal 2005 è fotografo ufficiale del Centro Ricerca Arti Sceniche Contemporanee di Pesaro per il quale ha curato le riprese fotografiche di importanti festivals internazionali di danza classica e contemporanea.

Deiwo III, 2009

Nel 2006 è chiamato dall’O.R.E.S. – Facoltà di Architettura “Ludovico Quaroni” dell’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma a realizzare un allestimento di opere fotografiche negli spazi dell’Istituto Beata Lucia di Narni. In quella occasione espone per la prima volta “By-Cycle”, lavoro costruito dal 2004 al 2006 e composto da circa 80 immagini in bianco e nero. Con la stessa Università collabora ad un percorso formativo di didattica interdisciplinare, che si è concretizzato in un ciclo di lezioni e conferenze.

<em>Le radici del cielo XXXVIII</em>, 2007

Le sue fotografie, presentate dal 2000 in mostre personali e collettive, sono state incluse in libri e cataloghi d’arte e pubblicate da riviste nazionali ed internazionali.

 

FONTE: http://www.indacoimage.com/fine.asp

                http://www.alessandrogiampaoli.com/works_d.asp?id=94

S.

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Per non dimenticare la Shoah

Una delle mostre che stiamo seguendo e che ci stan appassionando è la mostra “Per non dimenticare la Shoah – Documenti e fotografie  dalla Collezione Gianfranco Moscati”, presso la Fondazione Corriere della Sera, nel foyer della Sala Buzzati. E’ stata inaugurata mercoledì 26  e rimarrà aperta fino a giovedì 3 febbraio, (da lunedì a domenica, dalle ore 10.00 alle ore 18.00 – festivi 14.30-17) con ingresso libero, mette in mostra 40 pannelli, formato cm 67 x 97, selezionati tra gli oltre mille documenti che Gianfranco Moscati, noto collezionista e studioso dell’antisemitismo italiano, ha raccolto durante la sua lunghissima e appassionata attività: un suggestivo percorso che presenta manifesti, quotidiani, fotografie, francobolli, lettere e cartoline postali scritte da ebrei rinchiusi nei ghetti o nei lager nazisti.


 Gianfranco Moscati, il curatore, è nato a Milano il 30 dicembre 1924,ma nel 1943, a causa delle persecuzioni razziali, deve rifugiarsi in Svizzera, dove rimane fino al termine della guerra. Dal 1967 ha cominciato a raccogliere documenti, lettere, cartoline e francobolli sui temi dell’ebraismo, dell’antisemitismo e delle persecuzioni, in Italia e in Europa. Significativo il suo impegno nell’esporre e pubblicare quanto trovato, così da far conoscere la storia e le sue conseguenze (fra i lavori più recenti, “Appunti di vita ebraica”, realizzato a quattro mani con Gustavo Ottolenghi). Tre anni fa la decisione di donare buona parte della sua collezione all’Imperial War Museum di Londra, che gli ha dedicato una sezione speciale anche su internet.

Se siete fortunati potrete incontrarlo e sarà lui stesso a raccontarvi la sua storia avventurosa…

 

FONTE: http://www.iwm.org.uk/upload/package/82/moscati/homeit.html
                 http://prceventi.wordpress.com/

S.

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Qualunque cosa tu possa fare…

Salvador Dalì, Paesaggio con fanciulla che salta la corda, 1936

Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di fare, incominciala. L’audacia ha in se’ genio, potere e magia. Incomincia adesso.

                Johann Wolfgang Goethe

                                                                                                                       A.

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Ciabattineshic di Cintya Costa

Fonte http://www.facebook.com/home.php#!/album.php?id=1310148034&aid=2107770

M.

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I giorni…

Jean Michel Folon

 

Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno. Ma quello che accadrà in tutti i giorni che verranno può dipendere da quello che farai tu oggi.

Ernest Hemingway, Per chi suona la campana

                                                                                                                         A.

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Angela Fattori, recuperare e creare

Nasce a Verona nel 1970, finiti gli studi artistici a Verona, collabora con studi di architettura per poi intraprendere la libera professione nel campo della decorazione di interni e complementi d’arredo. Progetta allestimenti con elementi decorativi da lei realizzati. Lavora e crea con svariati materiali: metalli, stoffa, legno, carta trasformandoli in oggetti unici. Sperimenta tecniche, applicazioni pittoriche ed usa materiale di scarto .

Fonte http://www.joybox.it/mrcontent/index.php/pages/70

M.

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realtà e immaginazione…

Renè Magritte, La voix du sang, 1959

 

La realtà non è mai come la si vede: la verità è soprattutto immaginazione.

                                       Renè Magritte

                                                                                                  A.

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Les Jeux sont Femmes

Finalmente una mostra interamente dedicata a noi!Le donne.
Donne-manager, donne-modelle, donne felici, romantiche, dure, malinconiche; e poi donne fatali, donne eleganti, donne col telefonino, donne col burqua.
Sculture di donne come noi, ma scolpite da un uomo che riesce a vederci con occhi ironici e obiettivi, un vero ritratto delle donne in carne ed ossa, finalmente non le solite modelle!

VANITASterracotta policroma 66x62x100cm

 

Sono queste le protagoniste della molteplice fauna scultorea di Paolo Cassarà, ora in mostra alla galleria San Lorenzo di Milano (via Sirtori 31, fino al 14 marzo 2010). Ironico titolo della mostra è Les jeux sont Femmes (a cura di Chiara Canali). “Come ricorda l’ironico e disincantato titolo di questa mostra”, scrive Chiara Canali nel catalogo, “sono diventate loro le nuove eroine della vita mondana”: “icone della donna di successo ma anche incarnazioni della dama di stato di tante culture e di diverse epoche storiche – dalla regina Nefertiti alla first lady Michelle Obama – che da sempre conduce i giochi di potere nell’apparenza di un portamento sereno ed elegante”. Già Corrado Levi, nel 1998, affermava che “nel lavoro di Paolo Cassarà si accumula, scena dopo scena, una tipizzazione della sfuggente apparenza mondana d’oggi, la cui scala ridotta rende colloquiale”: e se un tempo Cassarà affrontava i temi dell’adolescenza, della crescita, oltre che del rapporto, sempre più ossessivo, con la moda e con i modelli televisivi e pubblicitari, oggi la sua mano è diventata più matura, non solo nei tratti del modellato, ma anche nei temi affrontati.

SHOPPING DAY06    

 

Paolo Cassarà
Les jeux sont Femmes
A cura di Chiara Canali

GALLERIA SAN LORENZO – MILANO
dal 24 Febbraio al 14 Marzo 2010

 

FONTE: http://www.myspace.com/paolocassar

S.

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Comieco e l’Arte del Riciclo

Dal riciclo e il riuso può nascere il design?Ci sono corsi di formazioni per “designer del riciclo”?Annosa questione…alla quale abbiam trovato risposta nel sito di COMIECO!

 Comieco - Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica

Innanzitutto cerchiamo di capire chi è Comieco e che cosa fa:

“Comieco, nasce nel 1985 come libera associazione di imprese del settore cartario interessate alla salvaguardia ambientale. Dal 1997 si è costituito in Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica e raggruppa circa 3.500 aziende della filiera cartaria. Ai sensi dell’art. 40 DLGS 22/97 il Consorzio gestisce l’accordo ANCI-CONAI relativamente alla raccolta differenziata degli imballaggi cellulosici e carta.
 
Il ruolo di COMIECO: garantire che materiali preziosi come carta, cartone e cartoncino una volta utilizzati e avviati a raccolta differenziata vengano riciclati e tornino a vivere diventando nuove scatole e scatoloni e altri prodotti cellulosici; già oggi gli imballaggi sono prodotti utilizzando circa l’80% di macero proveniente dal riciclo.

Il ciclo del riciclo inizia con i Consumatori e le Imprese che separano la carta dai rifiuti, poi mentre il Comune o il Gestore del servizio s’impegna a gestire la raccolta direttamente o tramite il gestore, Comieco – grazie alla rete di Piattaforme di selezione, Cartiere e Cartotecniche – garantisce che carta e cartone raccolti vengano avviati a riciclo.”

Ma Comieco non si limita a questo, perchè organizza corsi di formazione professionale per chi vuole intrapprendere una carriera in questo ramo. Ma la parte più interessante che m’ha lasciatata sbalordita è la sezione Arte, non immaginavo certo che un così grande numero di artisti trattassero la carta e il cartone riciclato per produrre oggetti davvero belli.

Eccone alcuni esempi:

ARIENTI STEFANO

CREPAX CATERINA

BONUGLIA ELENA

CASTAGNOLI GIANNI

Questi sono solo alcuni esempi, ma sicuramente nei prossimi post vi presenteremo alcuni di questi dotatissimi artisti!

FONTE: www.comieco.org

S.

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Come un romanzo…

                                                         Lorenzo Mattotti

Quel che abbiamo letto di più bello

lo dobbiamo quasi sempre a una persona cara.

Ed è a una persona cara che subito ne parleremo.

Forse proprio perché la peculiarità del sentimento,

come del desiderio di leggere, è il fatto di preferire.

Amare vuol dire, in ultima analisi,

far dono delle nostre preferenze a coloro che preferiamo.

E queste preferenze condivise popolano l’invisibile cittadella della nostra libertà.

Noi siamo abitati da libri e  da amici.

                                          Daniel Pennac, Come un romanzo

                                                                                       A.

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