Paul Critchley

Paul Critchley/ L’inglese che sfotte gli umori

di Giorgio D’Orazio.

L’atmosfera è romanzata, da tempi andati: il forestiero che arriva in un paesino rintanato nell’Abruzzo interno, faccia a faccia con i monti e naso che pende verso una valle apprezzabile; parla un’altra lingua, porta cose nuove, ma s’innamora di quei luoghi, vi si stabilisce e piano piano s’inserisce nel microtessuto sociale.

Il paese è Farindola, nell’entroterra pescarese, lo straniero è Paul Critchley, pittore girovago, nato mezzo secolo fa a Rainford, sguardo vivace, occhi chiari e gote arrossate da buon inglese. L’ospitalità con cui ti accoglie in casa sua, però, è presa in prestito al meglio dai concittadini abruzzesi: con la signora Helen mi accompagna nella dimora-atelier, in parte studio, in parte abitazione e in parte esposizione; ogni stanza parla una lingua diversa nel discorso dell’arte, soprattutto dell’arte di Paul. Che non accetta limitazioni e convenzioni e svuota gli spazi per riarredarli con le proprie opere, per cercare altre spazialità, per tentare una via nuova e diversa, sempre ironica, sempre dissacrante rispetto all’abitudinaria realtà delle cose.

Al primo sguardo pragmatico, per capirci, ci troviamo davanti a tele dalle forme inconsuete, con spigolature inaspettate, magari assemblate, ad installazioni, trompe-l’oeil, modellini, collage, prototipi di un ulteriore linguaggio estetico. Ed è quest’ultimo, al quale arrivano gli sguardi successivi (quelli più fantasiosi, riflessivi e ispezionanti), il fulcro della ricerca di Critchley. Il frutto di ricerca e lavoro durati per anni e ancora in corso, tra la formazione accademica nel paese d’origine e le tensioni politiche nella Berlino Est degli anni ’80, tra la Francia del sud, l’Olanda e la Spagna (dove per diversi anni risiede a Barcellona) e altri angoli d’Europa e Stati Uniti.

Un’indagine pittorica attenta a costruire e a montare altre soluzioni per nuove prospettive da rinnovate angolazioni è quella che ha condotto e ancora conduce Paul: la definizione sarcastica delle cose, degli oggetti quotidiani, degli arredi, del panorama casalingo di tutti i giorni, la loro reinterpretazione nel senso del possibile con una certa carica, a volte, di autoreferenzialità, è ciò che viene fuori da questi lavori, molto domestici, molto attinenti al paesaggio, alla situazione, allo scorcio di quel momento; spessissimo autobiografici, talvolta autocelebrativi, ma sempre pronti a raccontare nettamente a chiunque non mondi nuovi ma modi diversi per rileggere i propri microcosmi. E così, mettendoli in discussione, viverli e riviverli diversamente.

Con i quadri di Critchley puoi aprire una finestra, una porta, salire le scale, riagganciare una cornetta, puoi sentire meno distaccato e consueto il sapore estetico della narrazione artistica: le possibilità della nostra esistenza sembrano esserci riconsegnate, mediante le sue opere, proprio da tutto ciò che consideriamo senza possibilità, e che sarebbe dunque il caso di riconsiderare con occhi diversi. Paul sembra dirci di non prendere troppo sul serio noi stessi e ancora di meno il mondo che ci costruiamo intorno, quel mondo cioè che accettiamo e ricaviamo dall’esclusione di tutti i mondi potenziali e altri rispetto a quello scelto, con cui facciamo il callo.

Lo scherzo, la freddura, la fotografia irriverente di spaccati intimi animano le opere di Paul, distribuite ovunque nella sua grande casa di Farindola con affacci diretti su una piazzetta dalla quale i passanti sbirciano incuriositi, o magari imballate perché pronte per una spedizione d’oltreoceano. Critchley infatti, dopo la prima personale a ventisette anni (tenutasi in Germania), espone a Londra, Amsterdam, New York, Parigi, Mosca e via per molto, definisce nel 2006 un bel catalogo retrospettivo (titolato “paintings” e disponibile sul sito www.paulcritcheley.com) e, ancora oggi, dopo aver scelto la vita ritirata nel piccolo centro abruzzese, continua ogni giorno a tenere i piedi per terra e lo sguardo oltre il cielo, ma anche il contrario come ogni artista.

Ed è solo lo sguardo d’altronde, a volte sornione e canzonatorio, altre serio e trasparente, ma sempre in allerta, che permette all’artista di cogliere il quid da trasfigurare, e al pittore, segnatamente, di esprimere la luce, il gesto, la vista, l’oscuro, la polvere, l’angolo, la morte dell’insetto, la chincaglieria dimenticata, la botola, il riflesso, la spiata, il tubetto svuotato, la trovata, la trappola, l’acqua scorsa, l’incerto, il gusto, il vecchio, il sole che ruota nel giorno, l’andato, lo scordato, il ritrovato, il recuperato, l’imbarazzo di un attimo, l’illuminazione nel susseguirsi delle stagioni, il non stato, il fiammifero spento, il tempo abbandonato, il ricordo confuso, il panorama fermato, il vento volato e così via per quanto ognuno di noi vuole e sa proseguire. Bene, su tutto ciò e su altro si sofferma Critchley, e da ciò sa tirar fuori nuove idee.

Paul racconta da un paesino del centro Italia le cose che il mondo e la storia ancora possono imparare: qualcuno vorrà a tutti i costi catalogarlo per riconoscerlo, per capire “se è bravo”, sbucherà fuori l’iperrealismo ma non è così semplice e il suo tratto ancora pieno d’immaginazione e giocosità non sa essere riduttivo né ridotto all’asettica esaltazione del vero a più del vero stesso.

Ho conosciuto Paul, sono sprofondato nelle sue opere, ho ripensato ad Hopper e a Magritte, e ho avuto piacere nel provare, così candidamente, quella sensazione di simpatia e finzione che contemporaneamente lascia aperta la porta alla malinconia e alla realtà effettiva. Contrasti che non sono l’intento di quel dato pittore o l’impressione di quell’osservatore, ma sono semplicemente le altalene costanti dell’esistenza di tutti. E di quest’ultima Paul, col suo humor leggero e il suo trattonte o talvolta forzato, sa parlarci apertamente.

http://ildemocratico.com/2010/08/14/paul-critchley-l%E2%80%99inglese-che-sfotte-gli-umori/

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critchley_fish_supper.jpg Fish for Supper
 
Paul Critchley
mr@paulcritchley.comU.K. +44 (0)75 7118864 +44 (0)75 38938392
Italy +39 085 823 6145 +39 3452 376704
c/o anOTHER art gallery ltd. Piazzale Trieste 1 65010 Farindola (PE) Italy

http://paulcritchley.com/

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