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IL SEGRETO DEI SEGRETI: I TAROCCHI BUSCA

tarocchi+

Nel 2009 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, esercitando il diritto di prelazione, ha comprato il più antico mazzo di tarocchi italiano completo (che è anche il più antico esistente al mondo), noto come mazzo Sola Busca dai nomi dei precedenti possessori (gli eredi Sola Busca), e l’ha destinato alla Pinacoteca di Brera, che già conservava un gruppo di 48 carte, parte di un prezioso mazzo tardo-gotico realizzato per il duca di Milano (mazzo cosiddetto Brambilla).

La mostra  allestita a Milano all’interno della Pinacoteca di Brera, intende presentare questa importante acquisizione al grande pubblico, indagandone per la prima volta in maniera approfondita il contesto culturale e le possibili fonti, la complessa iconografia, arrivando così anche a precisarne la datazione e a identificare l’artista che lo ha realizzato e l’umanista che ne ha suggerito l’iconografia, aspetti tutti che non sono mai stati in precedenza sviscerati dalla critica.

Se volete svelare l’arcano, ne avrete la possibilità  fino al 17 Febbraio 2013 al costo di 10 euro.

Dove:

Pinacoteca di Brera, 28

Milano

C.

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Conferenza di morfopsicologia olistica transpersonale_8 maggio 2012

Conferenza “Perché ho questo naso, questi occhi, queste labbra? Perché ho questa faccia???”

Martedì 8 maggio 2012. Ore 21.

Ingresso libero

DOVE: presso ISPA – Istituto Sperimentale di Psicodinamica® Applicata® Via G. Giacomo Mora 11 A, 20123 Milano

Tel – Fax 02 – 83.73.930 / Cell. 347 – 68.29.830

Conferenza di presentazione della Morfopsicologia Olistica Transpersonale, la nuova scienza che studia il volto e vi permette di Ri-Conoscervi, così come non vi è mai capitato prima! Un approccio globale, olistico, alla conoscenza della Persona: corpo, emozioni, pensieri e Spirito. Due ore per comprendere quali domande sorgono spontanee dalla vostra mente e dalla vostra Anima e quali risposte quest’ultima si aspetta da Voi. Una piacevole occasione d’incontro e di confronto con se stessi e gli altri e la probabile scoperta di nuovi bisogni e desideri da soddisfare.

La conferenza è gratuita e aperta a tutti. Gradita la preiscrizione. Per maggiori informazioni sulla Morfopsicologia Olistica Transpersonale visita il sito www.uomomicrocosmo.it

Angiolo D’Ambrosio

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La bilancia di Anubi

«Che sia giunto il tempo

di nuovi simboli, di nuovi miti?»

(Oliver Sachs)

Il suo geroglifico si dovrebbe tradurre con Anpu o Inepu (ovvero “colui che ha testa di un cane selvaggio”), ma in Occidente è conosciuto con il nome di Anubi. Per gli antichi Egizi, era il dio della morte. Doveva giudicare i defunti al loro ingresso negli inferi (il Duat), ponendo su un piatto della bilancia il cuore del defunto e sull’altro piatto una piuma di struzzo, simbolo di Maat, una dea alata che rappresentava l’ordine cosmico, ma anche la verità, la giustizia.

Se il cuore era leggero come la piuma, il morto veniva condotto da Osiride nell’Aaru; se invece era più pesante, veniva dato in pasto a Ammit (“colei che ingoia il defunto”) – una creatura mostruosa con la testa di un coccodrillo, le zampe anteriori di un leone e quelle posteriori di un ippopotamo – e il suo possessore era condannato a rimanere nel Duat.

La nostra civiltà oggi si trova a una svolta simile. Se vuole garantire alle generazioni future un buon livello di benessere, dovrà avere un cuore leggero come una piuma. Lo iato tra l’ampiezza del problema da risolvere e la modestia dei rimedi possibili a breve termine sta soprattutto nella forza delle credenze che riescono a sostenere il sistema su basi immaginarie. Bisogna incominciare a vedere le cose in modo diverso. Ciò che si richiede, nota Castoriadis, «è una nuova creazione immaginaria, di un’importanza senza confronti nel passato; una creazione, che ponga al centro della vita umana significati diversi dalla produzione e dal consumo e che possa proporre obiettivi riconoscibili da tutti noi come ciò per cui vale la pena di vivere.

Questa è la grande difficoltà che dobbiamo affrontare. Noi dobbiamo volere una società, nella quale i valori economici cessino di essere centrali (o unici) e l’economia venga rimessa al suo giusto posto, come semplice mezzo della vita umana e non come fine ultimo. Una società, in cui si rinunci a questa folle corsa verso un consumo sempre più diffuso. Tutto ciò non è solo necessario per evitare la distruzione definitiva dell’ambiente terrestre, ma anche e soprattutto per uscire dalla miseria psichica e morale che definisce l’umanità contemporanea»[1].

Un vecchio proverbio francese dice che quando si ha un martello in testa si vedono tutti i problemi sotto forma di chiodi. Gli uomini moderni si sono messi un martello economico nella testa: tutte le nostre attività, tutti gli avvenimenti sono visti attraverso il prisma dell’economico. Non succedeva questo nel Medioevo, quando tutto era piuttosto immerso nel religioso , né presso gli antichi Greci, che tendevano a ridurre ogni cosa al politico e al filosofico, e nemmeno tra le popolazioni cosiddette “primitive”, per le quali i rituali e la parentela costituivano la prima preoccupazione. Finché il martello economico rimarrà nelle nostre teste, questi tentativi di riforma saranno un vano e spesso pericoloso agitarsi.

Dovranno emergere una nuova cultura[2] – che vedrà la rinascita del politico – nuovi rapporti con l’ambiente, una nuova etica.

Bisognerà rileggere il proprio vivere quotidiano sotto una nuova luce, quella della responsabilità verso di sé, verso gli altri, verso il Pianeta. Sarà necessario ripensare la propria esistenza come elemento di un sistema complesso, in cui ogni cambiamento si riverbera sugli altri e sul contesto circostante.

Sembrano banalità; però in un mondo dove il profitto immediato, il qui e ora diventano imperativi categorici, indipendentemente dagli effetti che provocano, è necessaria una nuova alfabetizzazione. Per ricominciare a capire che questo pianeta è l’unico che abbiamo e che la sua gestione oculata non è solo una questione etica, ma un problema di sopravvivenza che riguarda tutti.

Non è ovviamente cosa che si possa fare da un giorno all’altro: «Oggi pensiamo così, domani dovremo pensare diversamente”[3]. Sarà il risultato di un lavoro storico[4], e l’abbandono del nucleare per un’energia più leggera potrebbe rappresentare un simbolo, sul cammino che dobbiamo percorrere.

http://ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=37749

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La nostra pagina FACEBOOK

Ciao a tutti!!

ci tenevamo ad informarvi che da oggi Il Frutto dell’Ingegno ha una pagina FB a lui dedicata!!Diventate nostri fan 🙂 da giugno il concorso L’Artista del Mese si trasferirà lì, così non avremo più problemi di amicizie e contatti e potrete votare le vostre creazioni all’infinito :)!!!

Seguiteci numerosi!

Ecco il link alla nostra pagina (purtroppo non riesco ad inserire il pulsantino, non so perchè 😦 )

http://www.facebook.com/?ref=logo#!/pages/Il-Frutto-dellIgegno/202197479821648

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Packaging sostenibile, una risposta ingegnosa!

Nell’ambito del packaging dei prodotti lo spreco ,si sa, è sovrano, ma fortunatamente stan prendendo piede idee veramente ingegnose per ovviare a questo problema, idee molto divertenti, come quello di queste scatole!

 

Negli ultimi anni abbiamo comunque assistito a diverse evoluzioni in chiave ecologica del concetto di confezione, non solo in direzione del design e del minor ingombro, ma anche in quella dell’innovazione. Ricorderete la soluzione della Dell e quella della Royal Canin, ma sicuramente è senza precedenti l’idea che da una scatola di cartone possa nascere un albero….

Dopo le fantastiche Postcarden, cartoline d’auguri che si trasformano in orti in miniatura, ora hanno fatto la loro comparsa gli scatoloni da piantare. Il pay off recita: “Aiutaci a salvare il pianeta: pianta questa scatola viva”. Avete capito bene, una società produce confezioni di cartone che, dopo l’uso, possono essere piantate.

Si chiamano Life Box e sono le scatole da imballaggio più sostenibili ed eco-compatibili del momento. Forse non proprio le più economiche visto che i prezzi variano dai 20 ai 50 dollari secondo la misura, ma possono rappresentare anche una bella idea per le aziende che vogliono rendere maggiormente responsabile il loro packaging. Il cartone con cui sono realizzati è una combinazione di diversi elementi tra cui funghi e semi di albero.

 Una volta che il destinatario avrà rimosso il contenuto della confezione potrà piantare il Life Box e in poco tempo assisterà alla crescita di un albero. Il suo creatore Paul Stamets così ironizza “Piantare alberi è meraviglioso, ma bisognerà avere molto spazio per tutte le scatole!”.

Che sia questa la soluzione per un design finalmente e “letteralmente” verde?

Fonte: http://www.lifeboxcompany.com/
              www.greenme.it

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oggi

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Il calendario Maya

Il calendario maya è il calendario che veniva utilizzato dai Maya e da altri popoli dell’America centrale (Aztechi e Toltechi). Si tratta di un calendario molto elaborato, basato su più cicli di durata diversa:

  • il ciclo Tzolkin aveva una durata di 260 giorni.
  • il ciclo Haab aveva una durata di 364 giorni, più il “giorno fuori dal tempo”.
  • il Lungo computo indicava il numero di giorni dall’inizio dell’era maya.

Ad esempio, la data del 5 luglio 2006, espressa nel calendario maya, è: 9 Caunac (Tzolkin), 12 Tzec (Haab), 12.19.13.7.19 (Lungo computo).

Il calendario maya

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Calendario maya.

I maya, come altre culture mesoamericane, misuravano il tempo utilizzando un sistema di tre calendari. I giorni erano organizzati attraverso un calendario religioso rituale della durata di 260 giorni (chiamato Tzolk’in), suddiviso in trecene (periodi temporali di 13 giorni) e utilizzato prevalentemente a scopo divinatorio, e un calendario solare di 365 giorni (Haab’), suddiviso in 18 periodi di 20 giorni ciascuno.[3]

I maya non misuravano gli anni, tuttavia le date di questi due calendari erano combinate tra loro per dare luogo a cicli di 18.980 giorni (~52 anni) per un totale di 52 cicli diversi ricorrenti. Un ulteriore calendario, il cosiddetto Lungo computo, calcolava, invece, il tempo trascorso dalla data della creazione del mondo secondo la mitologia maya (11 agosto 3114 a.C. nel calendario gregoriano secondo la correlazione con il calendario gregoriano seguita dalla maggior parte degli storici mesoamericani e conosciuta come correlazione di Goodman-Martinez-Thompson).[4] Questo calendario, a differenza dei precedenti, era progressivo e suddivideva il tempo in cicli non ricorrenti (b’ak’tun) della durata di 144.000 giorni, suddivisi a loro volta, su base vigesimale, in 4 ulteriori sottocicli. Il 20 dicembre 2012 terminerà il 13º b’ak’tun (12.19.19.17.19 nella notazione originale del calendario) a cui farà seguito, il giorno successivo, il 14º b’ak’tun (13.0.0.0.0).

Secondo il Popol Vuh – uno dei principali documenti storici sul corpus mitologico dei maya – il Lungo computo attuale è solo il quarto in ordine di tempo poiché gli dei avrebbero distrutto le tre precedenti creazioni ritenendole fallimentari.[5] La terza creazione fu distrutta al termine del 13º b’ak’tun (12.19.19.17.19), una data che ricorrerà nuovamente alla fine del 2012. Questa circostanza, assieme ad un riferimento epigrafico sul Monumento 6 di Tortuguero,[6] è alla base del fenomeno New Age che associa un evento di significativa discontinuità storica alla data summenzionata.

Profezie

Sulla base di interpretazioni di impronta prevalentemente New Age, sono stati formulati due diversi scenari sulla corrispondenza di questa data: o con eventi quali la fine del mondo oppure con trasformazioni radicali del mondo stesso come l’inizio dell’Era dell’Acquario, un periodo di pace globale e profonda evoluzione spirituale.

Entrambi gli scenari profetizzati possono definirsi apocalittici tenendo conto del duplice significato del termine: o in senso figurato come devastazione totale, cataclisma rovinoso, disastrosa sciagura, o nel suo senso etimologico di rivelazione.[7] Analogo distinguo è previsto dal termine catastrofe, che infatti richiede una disambiguazione.[8]

Da un’iscrizione sul Monumento 6 del sito archeologico di Tortuguero si ricava la data del 2012, in cui accadrebbe qualcosa che coinvolgerebbe una misteriosa divinità Maya, Bolon Yokte, associata in genere alla guerra e alla creazione. Da qui se ne è ricavata l’eventuale profezia Maya data al 2012.[9] Risultano tuttavia diverse altre tavolette che riportano date anche molto successive al 2012, cosa che fa ritenere che i Maya non pensassero a questo giorno come all’ultimo.[10]

Confutazioni degli studiosi degli antichi Maya

La credenza in catastrofi nel giorno 21 dicembre 2012 o in vicinanza ad esso, è una previsione considerata sbagliata dalla corrente principale degli studiosi degli antichi Maya, eppure è comunemente citata nei mezzi di comunicazione di cultura popolare come il problema del 2012.[11]

Secondo Sandra Noble, executive director della Foundation for the Advancement of Mesoamerican Studies, Inc. a Crystal River in Florida, «Rendere il 21 dicembre 2012 come un Giorno del giudizio o un momento di cambiamento cosmico è una completa invenzione e una possibilità per molte persone di fare profitto.» La fine di un ciclo del calendario era infatti vista dal popolo maya semplicemente come occasione di grandi celebrazioni per festeggiare l’ingresso nella nuova era, in questo caso il sesto ciclo.[12]

Confutazioni scientifiche

Astronomia

Il centro galattico osservato nel visibile in direzione della costellazione del Sagittario. Le stelle principali della costellazione sono indicate in rosso.

Allineamento del Sole con il Centro galattico

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Posizione del Sole all’interno della Galassia.

Osservato da Terra, il Sole si sposta in prossimità di una linea ideale (l’eclittica) che corrisponde alla proiezione in cielo del piano in cui giace l’orbita della Terra. I pianeti e la Luna orbitano su piani poco inclinati rispetto all’eclittica ed anche loro, di conseguenza, appaiono in prossimità di essa se visti da Terra.[13] Storicamente alle costellazioni che si posizionano a cavallo dell’eclittica è stato dato quindi un significato speciale e sono state raccolte nello zodiaco.[14]

Nel corso dei secoli ci si è accorti che il periodo dell’anno di visibilità delle costellazioni dello zodiaco è mutato. Ciò è avvenuto a causa del moto di precessione dell’asse terrestre (o precessione degli equinozi) che determina uno spostamento di 1º circa ogni 72 anni. Conseguentemente ogni 2160 anni cambia la costellazione visibile in corrispondenza del sorgere del Sole nel giorno dell’equinozio di primavera. Nella tradizione astrologica occidentale, ciò determina la fine di un’era astrologica (oggi siamo nell’Era dei Pesci) e l’inizio della successiva (Era dell’Acquario). La durata complessiva del ciclo è di 26.000 anni.[15]

Così come oggi l’equinozio di primavera si verifica nella costellazione dei Pesci, il solstizio d’inverno si verfica nella costellazione del Sagittario, dove si situa tra l’altro il centro della Via Lattea. Negli ultimi mille anni circa, di conseguenza, ogni anno nel giorno del solstizio d’inverno, la Terra, il Sole ed il centro galattico si sono trovati quasi allineati. Il migliore allineamento prospettico nel giorno del solstizio d’inverno è avvenuto il 21 dicembre 1998.[16] Ad ogni modo, l’allineamento in sé non comporta alcun effetto per la Terra ed il Sistema solare, dal momento che rappresenta l’attraversamento di una linea ideale, come il confine tra due comuni.[16]

La Fenditura del Cigno, Xibalba be nella lingua dei Maya.

John M. Jenkins verso la metà degli anni ottanta propose che l’allineamento galattico del 2012 potesse aver assunto un significato speciale entro le previsioni del calendario Maya. Suggerì infatti che i Maya potessero aver basato il proprio calendario sulle osservazione della Fenditura del Cigno[17] ed affermò che sapevano che l’eclittica attraversava la Fenditura (la nebulosa termina all’altezza dell’equatore celeste) e che diedero a tale punto del cielo un significato speciale nella loro cosmologia.[18] Ipotizzò dunque che l’allineamento del Sole e di tale punto sarebbe avvenuto nel giorno del solstizio d’inverno del 2012.[18]

Anche con queste ulteriori restrizioni, l’allineamento indicato si verifica nel giorno del solstizio d’inverno per un periodo di 36 anni e la convergenza di maggiore precisione è già avvenuta nel 1998.[19] Numerosi studiosi e Jenkins stesso hanno notato che non esiste alcuna prova concreta che i Maya conoscessero la precessione degli equinozi.[20]

Allineamento planetario

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Congiunzione.

Su La Stampa del 13 ottobre 2009 il giornalista Paolo Manzo cita un allineamento «di Marte, Giove, Saturno, uno spettacolo astronomico senza precedenti», in corrispondenza della fatidica data.[21] L’articolo non riporta o rinvia a nessuna fonte scientifica autorevole e attendibile, mentre né gli astronomi né le effemeridi (a cui si può accedere attraverso programmi di calcolo disponibili in rete) indicano alcuna congiunzione,[22] anzi, predicono che i tre pianeti si troveranno in tre posizioni ben distinte se osservati dalla Terra, come è possibile desumere dalla seguente tabella che riporta le coordinate celesti per Marte, Giove e Saturno nel sistema di riferimento geocentrico equatoriale.[23]

Effemeridi calcolate per il 21 dicembre 2012[23]
  Marte Giove Saturno
Magnitudine apparente 1,20 -2,78 1,35
0:00 TU del 21-12-2012 AR 19h 52m 25,53s Dec -22° 06′ 43,9″ AR 04h 28m 40,98s Dec +21° 01′ 34,6″ AR 14h 27m 16,74s Dec -12° 07′ 48,3″
4:00 TU del 21-12-2012 AR 19h 52m 58,63s Dec -22° 05′ 15,6″ AR 04h 28m 35,92s Dec +21° 01′ 25,4″ AR 14h 27m 20,28s Dec -12° 08′ 04,0″
8:00 TU del 21-12-2012 AR 19h 53m 31,72s Dec -22° 03′ 46,9″ AR 04h 28m 30,87s Dec +21° 01′ 16,3″ AR 14h 27m 23,80s Dec -12° 08′ 19,7″
12:00 TU del 21-12-2012 AR 19h 54m 04,79s Dec -22° 02′ 17,8″ AR 04h 28m 25,83s Dec +21° 01′ 07,2″ AR 14h 27m 27,32s Dec -12° 08′ 35,3″
16:00 TU del 21-12-2012 AR 19h 54m 37,87s Dec -22° 00′ 48,2″ AR 04h 28m 20,80s Dec +21° 00′ 58,1″ AR 14h 27m 30,83s Dec -12° 08′ 50,9″
20:00 TU del 21-12-2012 AR 19h 55m 10,93s Dec -21° 59′ 18,2″ AR 04h 28m 15,79s Dec +21° 00′ 49,1″ AR 14h 27m 34,33s Dec -12° 09′ 06,4″
0:00 TU del 22-12-2012 AR 19h 55m 43,99s Dec -21° 57′ 47,8″ AR 04h 28m 10,80s Dec +21° 00′ 40,1″ AR 14h 27m 37,83s Dec -12° 09′ 21,9″

Il cielo alle 0 UTC del 21 dicembre 2012.

Già nel maggio del 2000 in occasione di un allineamento planetario si era sviluppato un senso di ansia nell’attesa dell’evento che aveva portato i principali organi di divulgazione scientifica statunitense a rilasciare comunicati che ne confermassero l’innocuità.[24][25][26]

Astrofisica

Inversione dei poli magnetici del campo terrestre

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Ciclo undecennale dell’attività solare e Inversioni del campo geomagnetico.

L’attività solare segue un andamento ciclico di periodo undicennale.[27] I periodi di intensa attività sono identificati dalla presenza di un elevato numero di macchie solari, a cui generalmente si associano altri fenomeni quali le espulsioni di massa coronali, le quali, se avvengono in direzione della Terra, danno luogo a quelle che sono state definite tempeste solari o geomagnetiche, disturbi temporanei della magnetosfera terrestre[28] che possono manifestarsi in modo spettacolare attraverso aurore polari.[29][30]

La magnetosfera terrestre funge da barriera protettiva e gli effetti sugli esseri viventi che abitano il pianeta sono ridotti. L’industrializzazione e l’espansione umana nello spazio, tuttavia, hanno reso questi fenomeni problematici anche per l’uomo, dal momento che possono danneggiare dispositivi elettronici in orbita e, in caso di tempeste di elevata intensità, interagire con le reti di trasmissione dell’energia elettrica e con la strumentazione degli aerei di linea.[31][32]

È stato previsto che il picco del 24º ciclo solare si verificherà nei mesi di aprile e maggio del 2013 e raggiungerà un’intensità inferiore al 23º che si è appena concluso.[33][34] Ad un’indicazione così precisa, tuttavia, si è potuti giungere solo dopo aver osservato il minimo dell’attività solare, verificatosi nel 2009;[35] previsioni precedenti (del 2007) avevano prospettato in effetti due scenari possibili: quello descritto ed un secondo in cui il picco si sarebbe verificato nel 2012 e sarebbe stato di intensità maggiore del precedente.[35][36]

Alcune trasmissioni televisive hanno collegato questo secondo scenario con le profezie sul 21 dicembre 2012:[36] in particolare è stata ipotizzata la possibilità che un picco di attività solare particolarmente intenso possa innescare una inversione dei poli magnetici terrestri con conseguenze disastrose e imprevedibili per la nostra società. Questa ipotesi, già di per sé di scarso fondamento scientifico, è stata comunque smentita dalle attuali previsioni relative all’attività solare fra il 2012 e il 2013.

Nella cultura popolare

  • Nell’ultimo episodio della serie televisiva di fantascienza X-Files viene rivelato che il 22 dicembre 2012 (il giorno successivo al giorno d’inizio del prossimo Lungo computo) è la data programmata da un popolo di alieni per invadere la Terra.
  • Lo scrittore e ufologo Whitley Strieber ha pubblicato nel 2007 un romanzo fantascentifico dal titolo 2012: The War for Souls, distribuito in Italia col titolo 2012. L’Apocalisse.[37] Del libro è previsto un adattamento cinematografico a cura del regista Michael Bay.[38]

Note

  1. ^ (EN) FAQ – 2012: Beginning of the End or Why the World Won’t End?. NASA. URL consultato il 17-11-2009.
  2. ^ Cf. sezione “Confutazioni degli studiosi degli antichi Maya”.
  3. ^ Mary Miller, Karl Taube, The Gods and Symbols of Ancient Mexico and the Maya. An Illustrated Dictionary of Mesoamerican Religion, London, Thames & Hudson, 1993, pp. 48-51. ISBN 0-500-05068-6; OCLC 27667317.
  4. ^ Ximena Catepillán (Millersville University), Waclaw Szymanski (West Chester University). The calendars of Maya, slide 23 e 26., American Mathematical Association of Two-Year Colleges, 2009.
  5. ^ Linda Schele, David Freidel, A Forest of Kings. The Untold Story of the Ancient Maya, New York, Harper Perennial, pbk reprint of 1990 ed., pp. 429-430. ISBN 0-688-11204-8; OCLC 145324300.
  6. ^ Un sito archeologico maya situato nella parte sud-occidentale dello stato di Tabasco (Messico).
  7. ^ Cf. Treccani Portale online.
  8. ^ Cf. Treccani Portale online.
  9. ^ Susan Milbrath, curatrice della sezione di Archeologia e Arte dell’America latina al Museo di storia naturale della Florida: affermazione riportata da USA Today il 28 marzo 2007, p. 11D. URL consultato il 23-10-2009.
  10. ^ Linda Schele, David Freidel, op. cit., p. 82.
  11. ^ Paolo Attivissimo. La fine del mondo è vicina. CICAP, 03-02-2009. URL consultato il 1-09-11-2009..
  12. ^ Sandra Noble, direttore esecutivo della Fondazione per l’Avanzamento degli Studi Mesoamericani, riportata da USA Today il 28 marzo 2007, p. 11D. URL consultato il 23-10-2009.
  13. ^ David P. Stern. (EN) What IS the Ecliptic? in Get a Straight Answer. From Stargazers to Starships. URL consultato il 23-10-2009.
  14. ^ David P. Stern. (EN) The Path of the Sun, the Ecliptic. From Stargazers to Starships. URL consultato il 23-10-2009.
  15. ^ David P. Stern. (EN) Precession. From Stargazers to Starships. URL consultato il 23-10-2009.
  16. ^ a b Fraser Cain. (EN) Galactic Alignment. UniverseToday online, 12-05-2009. URL consultato il 22-10-2009.
  17. ^ Brian Stross. (EN) Xibalba or Xibalbe (RTF). University of Texas. URL consultato il 23-10-2009.
  18. ^ a b John Major Jenkins. (EN) What is the Galactic Alignment?. URL consultato il 23-10-2009.
  19. ^ Jean Meeus, Ecliptic and galactic equator in Mathematical Astronomy Morsels, Richmod, Virginia, Willmann-Bell, 1997. Pp. 301-303. ISBN 978-0-943396-51-4.
  20. ^ John Major Jenkins. (EN) Introduction to Maya Cosmogenesis. URL consultato il 23-10-2009.
  21. ^ Noi Maya, già stufi del 2012. La Stampa Web, 13-10-2009. URL consultato il 22-10-2009.
  22. ^
    (EN)

    « You may have heard a lot about future planetary alignments, including rumors about 12/21/2012 when some say the world is going to end, and there will be a planetary alignment. That is all it is, a rumor. There will be no planetary alignment in 2012. Many of the planets will align in a rather straight line in 2010 »
    (IT)

    « Potreste aver sentito molto riguardo a allineamenti planetari futuri, incluse voci sul 21 dicembre 2012 quando, secondo alcuni, il Mondo giungerà alla sua fine e ci sarà un allineamento planetario. Ecco cos’è, un pettegolezzo. Non ci sarà alcun allineamento planetario nel 2012. Molti pianeti saranno allineati più o meno su una linea retta nel 2010. »
    (Abby Cessna. (EN) Planetary Alignment. UniverseToday online, 05-07-2009 (update). URL consultato il 22-10-2009. )
  23. ^ a b I dati in tabella sono stati calcolati accedendo tramite l’HORIZONS Web-Interface il 22 ottobre 2009 al programma per il calcolo delle effemeridi sviluppato dal Jet Propulsion Laboratory della NASA.
  24. ^ (EN) Planetary Alignments: Harbingers of Doom?. Space.com, 04-05-2000. URL consultato il 23-10-2009.
  25. ^ (EN) Scientists: No doomsday in store when planets align Friday. CNN.com, 02-05-2009. URL consultato il 23-10-2009.
  26. ^ David Vakil. (EN) Domanda su allineamento planetario. Caltech Astronomy. URL consultato il 23-10-2009.
  27. ^ (EN) The sun and Space Weather – Solar Activity. Space Weather Web Server, ESA. URL consultato il 18-11-2009.
  28. ^ (EN) Magnetospheric Electrodynamics: Energetic Particle Signatures of Geomagnetic Storms and Substorms. Space Weather Web Server, ESA. URL consultato il 18-11-2009.
  29. ^ Kenneth R. Lang, The Cambridge Encyclopedia of the Sun, Cambridge University Press, 2001. Pp. 268. ISBN 0-521-78093-4
  30. ^ Volker Bothmer, Space Weather, Springer, 2006. Pp. 476. ISBN 978-3-540-23907-9
  31. ^ Committee on the Societal and Economic Impacts of Severe Space Weather Events: A Workshop, National Research Council, Severe space weather events — Understanding societal and economic impacts , Washington, D.C., The National Academies Press, 2009. ISBN 978-0-309-13811-6. URL consultato il 18-11-2009.
  32. ^ (EN) Severe Space Weather. Science@NASA, 21-01-2009. URL consultato il 18-11-2009.
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Bibliografia

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  • Drunvalo Melchizedek, Il Serpente di Luce – Oltre il 2012, Macro Edizioni [2008], ISBN 978-88-7507-937-6
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  • Whitley Strieber, 2012 l’Apocalisse, Roma, Newton Compton Editori, maggio 2009. 326 pp. ISBN 978-88-541-1410-4

http://it.wikipedia.org/wiki/Calendario_maya

Il calendario maya

I Maya (seguiti dagli altri popoli antichi dell’America centrale, quali gli Aztechi e i Toltechi) misuravano il tempo mediante tre calendari: accanto al calendario religioso, chiamato Tzolkin, e a quello civile, chiamato Haab, utilizzavano infatti un sistema per il conteggio nel lungo periodo.

LO TZOLKIN

Questo calendario si limitava a dare un nome a ogni giorno, creandolo dalla combinazione di un numero (da 1 a 13) con un nome (da un elenco di 20), a sua volta abbinato al numero del giorno (kin) del calendario per il computo degli anni, spiegato di seguito.

I 20 nomi erano:

0 Ahau 4 Kan 8 Lamat 12 Eb 16 Cib
1 Imix 5 Chiccan 9 Muluc 13 Ben 17 Caban
2 Ik 6 Cimi 10 Oc 14 Ix 18 Etznab
3 Akbal 7 Manik 11 Chuen 15 Men 19 Caunac

I numeri posti prima del nome corrispondono ai giorni (kin) del calendario di lungo periodo.

Combinando i numeri da 1 a 13 con i 20 nomi si otteneva un ciclo di 260 giorni con nomi diversi (13 x 20 =260), come, ad esempio, 1 Etznab, 4 Oc, 10 Akbal.

L’associazione tra il numero e il nome rendeva i giorni più o meno “fortunati”.

L’HAAB

Era il calendario civile, come si è detto, ed era formato da 18 mesi di 20 giorni ciascuno, più 5 giorni detti Uayeb, per un totale di 365 giorni.

I giorni di ogni mese erano numerati da 0 a 19; i cinque giorni Uayeb erano considerati particolarmente sfortunati.

I nomi dei 18 mesi erano:

1)
Pop
2)
Uo
3)
Zip
4)
Zotz
5)
Tzec
6)
Xul
7)
Yaxkin
8)
Mol
9)
Chen
10)
Yax
11)
Zac
12)
Ceh
13)
Mac
14)
Kankin
15)
Muan
16)
Pax
17)
Kayab
18)
Cumku

IL LUNGO CICLO (LONG COUNT) DEI MAYA

Il minimo comune multiplo fra 260 (durata in giorni del calendario sacro) e 365 (durata in giorni del calendario civile) è 18980: ecco perché un periodo di 18980 giorni (circa 52 anni) costituiva per i Maya un ciclo importante, al termine del quale si temeva sempre il rischio di una fine del mondo.

Ma per misurare il tempo lungo i secoli occorreva un terzo sistema di datazione, costituito dai seguenti elementi:

  • kin (giorno)
  • uinal: 1 uinal = 20 kin = 20 giorni
  • tun: 1 tun = 18 uinal = 360 giorni
  • katun: 1 katun = 20 tun = 7200 giorni
  • baktun: 1 baktun = 20 katun = 144000 giorni

La data era formata da cinque gruppi di cifre, che rappresentavano i cinque elementi come in questo esempio:

7.9.14.12.18

Questa data sta appunto a significare:

7 baktun, 9 katun, 14 tun, 12 uinal e 18 kin.

I kin, i tun e i katun erano numerati da 0 a 19, mentre gli uinal andavano da 0 a 17 e i baktun da 1 a 13.

Ciò significa che la data presa come esempio corrisponde al giorno n. 1078098 dall’inizio del conteggio: infatti

18 + 12 x 20 + 14 x 18 x 20 + 9 x 20 x 18 x 20 + 7 x 20 x 20 x 18 x 20 = 1078098.

Data di partenza è considerata il 13.0.0.0.0 (che equivarrebbe allo 0.0.0.0.0, se il baktun cominciasse da 0 anziché da 1), coincidente con quella conclusiva, oltre la quale il ciclo ricomincia.

Un ciclo siffatto ha una durata di 1872000 giorni, cioè circa 5125 anni (1872000 = 13 x 144000).

Anche se non vi è certezza assoluta a riguardo, le date più accreditate a corrispondere a quella di partenza sono l’11 o il 13 agosto 3114 a.C. del calendario gregoriano (attenzione: ciò significa il 6 o l’8 settembre 3114 a.C. del calendario giuliano), e quindi quella conclusiva del ciclo (corrispondente al 13.0.0.0.0) dovrebbe cadere il 21 o il 23 dicembre 2012.

Dunque la data finale coincide, probabilmente in modo non casuale, con un solstizio d’inverno, che i Maya riuscivano a prevedere poiché probabilmente conoscevano il fenomeno della precessione degli equinozi.

http://xoomer.virgilio.it/esongi/maya.htm

Le profezie del 2012

 Il 21 dicembre 2012 è la data in cui, secondo aspettative diffuse attraverso siti internet, libri e documentari TV, dovrebbe verificarsi un qualche evento storico di significativa discontinuità o una vera e propria disastrosa catastrofe. Tali attese si baserebbero sulla fine di uno dei cicli (b’ak’tun) del calendario Maya.[senza fonte] Una simile idea non trova supporti nell’ambito della comunità scientifica, in particolar modo né in quella geofisica né in quella astronomica;[1] né nell’ambito della corrente principale degli studiosi degli antichi Maya.[2]

 

Il calendario maya

I maya, come altre culture mesoamericane, misuravano il tempo utilizzando un sistema di tre calendari. I giorni erano organizzati attraverso un calendario religioso rituale della durata di 260 giorni (chiamato Tzolk’in), suddiviso in trecene (periodi temporali di 13 giorni) e utilizzato prevalentemente a scopo divinatorio, e un calendario solare di 365 giorni (Haab’), suddiviso in 18 periodi di 20 giorni ciascuno.[3]
I maya non misuravano gli anni, tuttavia le date di questi due calendari erano combinate tra loro per dare luogo a cicli di 18.980 giorni (~52 anni) per un totale di 52 cicli diversi ricorrenti. Un ulteriore calendario, il cosidetto Lungo computo, calcolava, invece, il tempo trascorso dalla data della creazione del mondo secondo la mitologia maya[senza fonte] (11 agosto 3114 a.C. nel calendario gregoriano[4]). Questo calendario, a differenza dei precedenti, era progressivo e suddivideva il tempo in cicli non ricorrenti (b’ak’tun) della durata di 144.000 giorni, suddivisi a loro volta, su base vintigesimale, in 4 ulteriori sottocicli. Il 20 dicembre 2012 terminerà il 13° b’ak’tun (12.19.19.17.19 nella notazione originale del calendario) a cui farà seguito, il giorno successivo, il 14° b’ak’tun (13.0.0.0.0).
Secondo il Popol Vuh – uno dei principali documenti storici sul corpus mitologico dei maya – il Lungo computo attuale è solo il quarto in ordine di tempo poiché gli dei avrebbero distrutto le tre precedenti creazioni ritenendole fallimentari.[5] La terza creazione fu distrutta al termine del 13° b’ak’tun (12.19.19.17.19), una data che ricorrerà nuovamente alla fine del 2012. Questa circostanza, assieme ad un riferimento epigrafico sul Monumento 6 di Tortuguero,[6] è alla base del fenomeno New Age che associa un evento di significativa discontinuità storica alla data summenzionata.


Profezie

Sulla base di interpretazioni di impronta prevalentemente New Age, sono stati formulati due diversi scenari sulla corrispondenza di questa data: o con eventi quali la fine del mondo oppure con trasformazioni radicali del mondo stesso come l’inizio dell’Era dell’Aquario, un periodo di pace globale e profonda evoluzione spirituale.
Entrambi gli scenari profetizzati possono definirsi apocalittici tenendo conto del duplice significato del termine: o in senso figurato come devastazione totale, cataclisma rovinoso, disastrosa sciagura, o nel suo senso etimologico di rivelazione.[7] Analogo distinguo è previsto dal termine catastrofe, che infatti richiede una disambiguazione.[8]
Da un’iscrizione sul Monumento 6 del sito archeologico di Tortuguero si ricava la data del 2012, in cui accadrebbe qualcosa che coinvolgerebbe una misteriosa divinità Maya, Bolon Yokte, associata in genere alla guerra e alla creazione. Da qui se ne è ricavata l’eventuale profezia Maya data al 2012.[9] Risultano tuttavia diverse altre tavolette che riportano date anche molto successive al 2012, cosa che fa ritenere che i Maya non pensassero a questo giorno come all’ultimo.[10]


Confutazioni degli studiosi degli antichi Maya

La credenza in catastrofi nel giorno 21 dicembre 2012 o in vicinanza ad esso, è una previsione considerata sbagliata dalla corrente principale degli studiosi degli antichi Maya, eppure è comunemente citata nei mezzi di comunicazione di cultura popolare come il problema del 2012.[11]
Secondo Sandra Noble, executive director della Foundation for the Advancement of Mesoamerican Studies, Inc. a Crystal River in Florida, «Rendere il 21 dicembre 2012 come un Giorno del giudizio o un momento di cambiamento cosmico è una completa invenzione e una possibilità per molte persone di fare profitto.» La fine di un ciclo del calendario era infatti vista dal popolo maya semplicemente come occasione di grandi celebrazioni per festeggiare l’ingresso nella nuova era, in questo caso il sesto ciclo.[12]
Confutazioni scientifiche

Astronomia

Il centro galattico osservato nel visibile in direzione della costellazione del Sagittario. Le stelle principali della costellazione sono indicate in rosso.
Allineamento del Sole con il Centro galattico
Per approfondire, vedi la voce Posizione del Sole all’interno della Galassia.
Osservato da Terra, il Sole si sposta in prossimità di una linea ideale (l’eclittica) che corrisponde alla proiezione in cielo del piano in cui giace l’orbita della Terra. I pianeti e la Luna orbitano su piani poco inclinati rispetto all’eclittica ed anche loro, di conseguenza, appaiono in prossimità di essa se visti da Terra.[13] Storicamente alle costellazioni che si posizionano a cavallo dell’eclittica è stato dato quindi un significato speciale e sono state raccolte nello zodiaco.[14]
Nel corso dei secoli ci si è accorti che il periodo dell’anno di visibilità delle costellazioni dello zodiaco è mutato. Ciò è avvenuto a causa del moto di precessione dell’asse terrestre (o precessione degli equinozi) che determina uno spostamento di 1° circa ogni 72 anni. Conseguentemente ogni 2160 anni cambia la costellazione visibile in corrispondenza del sorgere del Sole nel giorno dell’equinozio di primavera. Nella tradizione astrologica occidentale, ciò determina la fine di un’era astrologica (oggi siamo nell’Era dei Pesci) e l’inizio della successiva (Era dell’Acquario). La durata complessiva del ciclo è di 26.000 anni.[15]
Così come oggi l’equinozio di primavera si verifica nella costellazione dei Pesci, il solstizio d’inverno si verfica nella costellazione del Sagittario, dove si situa tra l’altro il centro della Via Lattea. Negli ultimi mille anni circa, di conseguenza, ogni anno nel giorno del solstizio d’inverno, la Terra, il Sole ed il centro galattico si sono trovati quasi allineati. Il migliore allineamento prospettico nel giorno del solstizio d’inverno è avvenuto il 21 dicembre 1998.[16] Ad ogni modo, l’allineamento in sé non comporta alcun effetto per la Terra ed il Sistema solare, dal momento che rappresenta l’attraversamento di una linea ideale, come il confine tra due comuni.[16]
La Fenditura del Cigno, Xibalba be nella lingua dei Maya.
John M. Jenkins verso la metà degli anni Ottanta propose che l’allineamento galattico del 2012 potesse aver assunto un significato speciale entro le previsioni del calendario Maya. Suggerì infatti che i Maya potessero aver basato il proprio calendario sulle osservazione della Fenditura del Cigno[17] ed affermò che sapevano che l’eclittica attraversava la Fenditura (la nebulosa termina all’altezza dell’equatore celeste) e che diedero a tale punto del cielo un significato speciale nella loro cosmologia.[18] Ipotizzò dunque che l’allineamento del Sole e di tale punto sarebbe avvenuto nel giorno del solstizio d’inverno del 2012.[18]
Anche con queste ulteriori restrizioni, l’allineamento indicato si verifica nel giorno del solstizio d’inverno per un periodo di 36 anni e la convergenza di maggiore precisione è già avvenuta nel 1998.[19] Numerosi studiosi e Jenkins stesso hanno notato che non esiste alcuna prova concreta che i Maya conoscessero la precessione degli equinozi.[20]
Allineamento planetario
Su La Stampa del 13 ottobre 2009 il giornalista Paolo Manzo cita un allineamento «di Marte, Giove, Saturno, uno spettacolo astronomico senza precedenti», in corrispondenza della fatidica data.[21] L’articolo non riporta o rinvia a nessuna fonte scientifica autorevole e attendibile, mentre né gli astronomi né le effemeridi (a cui si può accedere attraverso programmi di calcolo disponibili in rete) indicano alcuna congiunzione,[22] anzi, predicono che i tre pianeti si troveranno in tre posizioni ben distinte se osservati dalla Terra, come è possibile desumere dalla seguente tabella che riporta le coordinate celesti per Marte, Giove e Saturno nel sistema di riferimento geocentrico equatoriale.[23]


Effemeridi calcolate per il 21 dicembre 2012[23]

Marte Giove Saturno
Magnitudine apparente 1,20 -2,78 1,35
0:00 TU del 21-12-2012 AR 19h 52m 25,53s Dec -22° 06′ 43,9″ AR 04h 28m 40,98s Dec +21° 01′ 34,6″ AR 14h 27m 16,74s Dec -12° 07′ 48,3″
4:00 TU del 21-12-2012 AR 19h 52m 58,63s Dec -22° 05′ 15,6″ AR 04h 28m 35,92s Dec +21° 01′ 25,4″ AR 14h 27m 20,28s Dec -12° 08′ 04,0″
8:00 TU del 21-12-2012 AR 19h 53m 31,72s Dec -22° 03′ 46,9″ AR 04h 28m 30,87s Dec +21° 01′ 16,3″ AR 14h 27m 23,80s Dec -12° 08′ 19,7″
12:00 TU del 21-12-2012 AR 19h 54m 04,79s Dec -22° 02′ 17,8″ AR 04h 28m 25,83s Dec +21° 01′ 07,2″ AR 14h 27m 27,32s Dec -12° 08′ 35,3″
16:00 TU del 21-12-2012 AR 19h 54m 37,87s Dec -22° 00′ 48,2″ AR 04h 28m 20,80s Dec +21° 00′ 58,1″ AR 14h 27m 30,83s Dec -12° 08′ 50,9″
20:00 TU del 21-12-2012 AR 19h 55m 10,93s Dec -21° 59′ 18,2″ AR 04h 28m 15,79s Dec +21° 00′ 49,1″ AR 14h 27m 34,33s Dec -12° 09′ 06,4″
0:00 TU del 22-12-2012 AR 19h 55m 43,99s Dec -21° 57′ 47,8″ AR 04h 28m 10,80s Dec +21° 00′ 40,1″ AR 14h 27m 37,83s Dec -12° 09′ 21,9″
Il cielo alle 0 UTC del 21 dicembre 2012.
Già nel maggio del 2000 in occasione di un allineamento planetario si era sviluppato un senso di ansia nell’attesa dell’evento che aveva portato i principali organi di divulgazione scientifica statunitense a rilasciare comunicati che ne confermassero l’innocuità.[24][25][26]
Astrofisica
Inversione dei poli magnetici del campo terrestre

Per approfondire, vedi le voci Ciclo undecennale dell’attività solare e Inversioni del campo geomagnetico.
L’attività solare segue un andamento ciclico di periodo undicennale.[27] I periodi di intensa attività sono identificati dalla presenza di un elevato numero di macchie solari, a cui generalmente si associano altri fenomeni quali le espulsioni di massa coronali, le quali, se avvengono in direzione della Terra, danno luogo a quelle che sono state definite tempeste solari o geomagnetiche, disturbi temporanei della magnetosfera terrestre[28] che possono manifestarsi in modo spettacolare attraverso aurore polari.[29][30]
La magnetosfera terrestre funge da barriera protettiva e gli effetti sugli esseri viventi che abitano il pianeta sono ridotti. L’industrializzazione e l’espansione umana nello spazio, tuttavia, hanno reso questi fenomeni problematici anche per l’uomo, dal momento che possono danneggiare dispositivi elettronici in orbita e, in caso di tempeste di elevata intensità, interagire con le reti di trasmissione dell’energia elettrica e con la strumentazione degli aerei di linea.[31][32]
È stato previsto che il picco del 24° ciclo solare si verificherà nei mesi di aprile e maggio del 2013 e raggiungerà un’intensità inferiore al 23° che si è appena concluso.[33][34] Ad un’indicazione così precisa, tuttavia, si è potuti giungere solo dopo aver osservato il minimo dell’attività solare, verificatosi nel 2009;[35] previsioni precedenti (del 2007) avevano prospettato in effetti due scenari possibili: quello descritto ed un secondo in cui il picco si sarebbe verificato nel 2012 e sarebbe stato di intensità maggiore del precedente.[35][36]
Alcune trasmissioni televisive hanno collegato questo secondo scenario con le profezie sul 21 dicembre 2012:[36] in particolare è stata ipotizzata la possibilità che un picco di attività solare particolarmente intenso possa innescare una inversione dei poli magnetici terrestri con conseguenze disastrose e imprevedibili per la nostra società. Questa ipotesi, già di per sé di scarso fondamento scientifico, è stata comunque smentita dalle attuali previsioni relative all’attività solare fra il 2012 e il 2013.


Nella cultura popolare

Nell’ultima puntata del serial televisivo di fantascienza X-Files viene rivelato che il 22 dicembre 2012 (il giorno successivo al giorno d’inizio del prossimo Lungo computo) è la data programmata da un popolo di alieni per invadere la Terra.
Il fenomeno è stato oggetto di due adattamenti biografici: il primo, datato 2001, intitolato 2012 – L’avvento del male, ed il secondo a opera di Roland Emmerich, regista noto per film cosiddetti catastrofici. Il film, intitolato proprio 2012, è uscito nelle sale cinematografiche il 13 novembre 2009.
Lo scrittore e ufologo Whitley Strieber ha pubblicato nel 2007 un romanzo fantascentifico dal titolo 2012: The War for Souls.[37] Del libro è previsto un adattamento cinematografico a cura del regista Michael Bay.[38

(source: http://it.wikipedia.org/wiki/Profezie_sul_21_dicembre_2012)

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^ Cf. sezione “Confutazioni degli studiosi degli antichi Maya”.
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^ Secondo la correlazione con il calendario gregoriano seguita dalla maggior parte degli storici mesoamericani e conosciuta come correlazione di Goodman-Martinez-Thompson.
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^ Un sito archeologico maya situato nella parte sud-occidentale dello stato di Tabasco (Messico).
^ Cf. Treccani Portale online.
^ Cf. Treccani Portale online.
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(EN)
« You may have heard a lot about future planetary alignments, including rumors about 12/21/2012 when some say the world is going to end, and there will be a planetary alignment. That is all it is, a rumor. There will be no planetary alignment in 2012. Many of the planets will align in a rather straight line in 2010 »
(IT)
« Potreste aver sentito molto riguardo a allineamenti planetari futuri, incluse voci sul 21 dicembre 2012 quando, secondo alcuni, il Mondo giungerà alla sua fine e ci sarà un allineamento planetario. Ecco cos’è, un pettegolezzo. Non ci sarà alcun allineamento planetario nel 2012. Molti pianeti saranno allineati più o meno su una linea retta nel 2010. »
(Abby Cessna. (EN) Planetary Alignment. UniverseToday online, 05-07-2009 (update). URL consultato il 22-10-2009. )
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^ a b Nel 2012 un nuovo picco di attività solare. eventi2012.it (fonte principale: medialab.sissa.it). URL consultato il 23-10-2009.
^ Trad. it.: Whitley Strieber, 2012. L’apocalisse, Roma, Newton Compton, 2009. ISBN 88-541-1410-3; ISBN 978-88-541-1410-4. Booktrailer.
^ Il futuro di Michael Bay. cinematografo.it, 20-03-2007. URL consultato il 23-10-2009.
Bibliografia

Roberto Giacobbo, 2012. La fine del mondo?, Milano, Mondadori [2009], ISBN 978-88-04-58633-3
Lawrence E. Joseph, Apocalisse 2012. Un’indagine scientifica sulla fine della civiltà, Corbaccio [2008], ISBN 978-88-7972-809-6
Adrian G. Gilbert, Maurice M. Cotterell, Le profezie dei Maya. Alla scoperta dei segreti di una civiltà scomparsa, Corbaccio [2004], ISBN 88-7972-640-4
Riccardo Deias, Guardando la fine del mondo, Kimerik [2006], ISBN 978-88-6096-019-1
Patrick Geryl, Sopravvivere al 2012. La rinascita di una nuova civiltà, Macro Edizioni [2008], ISBN 88-7972-640-4
AA. VV. Il mistero del 2012. Cataclismi e sconvolgimenti naturali o l’alba di una nuova umanità? Predizioni, profezie e possibilità, Il Punto d’Incontro [2008], ISBN 88-7972-640-4
Simone Marini, La via, la verità e la vita. L’arte, Gruppo Albatros Il Filo [2007], ISBN 978-88-7842-839-3
Drunvalo Melchizedek, Il Serpente di Luce – Oltre il 2012, Macro Edizioni [2008], ISBN 978-88-7507-937-6
Huarache Mamani Hernan, Negli occhi dello sciamano, Piemme [2007], ISBN 978-88-384-7196-4
Sabrina Mugnos, I maya e il 2012. È possibile prevedere la fine del mondo. Un’indagine scientifica, Macro Edizioni [2009], ISBN 978-88-6229-025-8
Whitley Strieber, 2012 l’Apocalisse, Roma, Newton Compton Editori, maggio 2009. 326 pp. ISBN 978-88-541-1410-4

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Una pagina web è opera dell’ingegno?

di Nicolò Ghibellini (consulentelegaleinformatico.it) – Uno sguardo giuridico su una questione fondamentale per il web, gravida di conseguenze, come la protezione dei contenuti pubblicati online da indebite ripubblicazioni

Roma – L’accostamento della pagina web alle opere dell’ingegno, presuppone una breve disamina del diritto d’autore, la cui disciplina è data dalla L. 633/1941. In particolare l’art. 1 tutela tutte le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengano alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro e alla cinematografia, a prescindere dalla modalità di espressione.

Fondamentale, ai fini dell’operatività della tutela, il carattere creativo: deve cioè essere caratterizzante l’apporto personale dell’autore in forza del quale l’opera avrà un quid novi rispetto a quello che era preesistente.

Il concetto di opera dell’ingegno, così come da principio concepito, deve essere rivisitato: originariamente infatti, l’interesse dell’autore allo sfruttamento dell’opera si esauriva nel riconoscimento di una esclusiva di produzione e distribuzione dell’opera stessa. L’avvento della digitalizzazione comporta la possibilità di una infinita ed incontrollata riproduzione delle opere nonché di una loro facile e veloce trasferibilità: si è assistito in pratica ad una progressiva dematerializzazione dell’opera dell’ingegno dato che si rende marginale l’utilità e l’utilizzazione dei supporti.

Sono innegabili gli aspetti positivi di tale fenomeno; non si deve però ignorare la necessità di adeguare le norme esistenti alla mondo tecnologico sempre in fermento: con specifico riferimento al rapporto tra autori e nuove tecnologie sono problemi reali tanto la difficoltà di controllo quanto l’ideazione di strumenti ad hoc per la tutela degli autori stessi.

Effettivamente la legge sul diritto d’autore, con le sue recenti modifiche, considera anche il progresso tecnologico: l’art.2 annovera tra le opere dell’ingegno degne di tutela anche i programmi per elaboratore e le banche dati accessibili mediante mezzi elettronici.

Venendo alla tematica oggetto di questo scritto, la legge nulla dice sulle pagine web: cercheremo di comprendere se esse rientrano nel concetto di opera dell’ingegno e se godano della conseguente tutela.

Per affrontare tale problematica bisogna però rispondere ad una preliminare domanda: la pagina web che tipo di opera è? Secondo l’opinione prevalente essa rientra in una nuova categoria di opere, le c.d. opere multimediali, cioè creazioni che combinano in un unico prodotto opere di generi differenti (parole, immagini suoni etc.), normalmente fruibili attraverso mezzi di comunicazioni (media) diversi, ma la cui coesistenza è assicurata da un formato omogeneo, quello digitale e da un programma.

In sostanza quindi tre sono le caratteristiche perché si possa parlare di opera multimediale: espressione in forma digitale, compresenza di diverse opere dell’ingegno e funzionamento grazie ad un software gestionale.

Quella parte della dottrina, particolarmente sensibile ai rapporti tra diritto e nuove tecnologie, ritiene che un particolare tipo di opera multimediale costituita da grafica, immagini,testi e suoni combinati tra di loro sia proprio il sito web.

Conseguentemente, considerando l’opera multimediale come proiezione tecnologica dell’opera dell’ingegno tradizionale e la pagina web come particolare espressione di creazione multimediale, a quest’ultima deve essere estesa la tutela dettata dalla legge 644/1941: sia che la pagina web venga scomposta nelle singole parti che la caratterizzano e sia che invece venga vista unitariamente.

Nel primo caso, testi, grafica, foto musiche etc., in quanto singole opere dell’ingegno, godranno di tutela autonoma e indipendente rispetto al tutto. Più articolato il discorso invece nel caso di opera multimediale quale opera unitaria e autonoma rispetto alle sue parti.

Le norme di riferimento sono gli art. 10 e 38 L. D.A., dove si parla di opere comuni e di opere collettive: se l’opera è comune, ossia il risultato del contributo indistinguibile di più persone, i diritto d’autore apparterrà a tutti i coautori in comune; se si tratta invece di opera collettiva, cioè il frutto dell’assemblaggio di opere o parti di esse che comunque hanno carattere di creazione autonoma, i diritti spetteranno al coordinatore senza che con ciò vengano pregiudicate le ragioni degli autori delle singole opere o delle parti utilizzate per la creazione collettiva.

L’interpretazione appena illustrata trova conforto anche nella giurisprudenza.
La questione da cui trae spunto la pronuncia del Tribunale di Bari (Trib. Bari, sez. Lavoro, ord. 5933/1998) riguarda proprio il caso di un soggetto che aveva creato un sito web (un giornale on-line) per la RAI vedendoselo poi usurpato di fatto dalla stessa azienda, senza che fosse a lui riconosciuta la paternità dell’opera.

Premettendo come oramai il giornale telematico debba essere pacificamente ricondotto ad un comune prodotto editoriale, il Giudice pugliese, a proposito della pagina web, afferma testualmente che “non possono sussistere dubbi di sorta sul fatto che l’opera in questione sia tutelabile in base alla disciplina del diritto d’autore” e ancora che “si è quindi senz’altro in presenza di un opera intellettuale di carattere creativo proteggibile in base alla legge sul diritto d’autore, tanto più ove si pensi che la Corte Suprema ha costantemente affermato che a tali fini è sufficiente la sussistenza di un atto creativo seppur minimo”.

Si comprende perché tale pronuncia sia spesso riportata come cardine della tutela giuridica delle opere multimediali quali opere dell’ingegno.

Pertanto nel momento in cui si identificherà l’utilizzazione non autorizzata dei contenuti di una pagina web come fattispecie disciplinata dal diritto d’autore, scatteranno i meccanismi di tutela corrispondenti: non solo l’autore potrà ottenere la sospensione dell’indebito sfruttamento del suo ingegno ma anche il risarcimento del danno il quale comprenderà danno emergente (lesione economica effettivamente patita) e lucro cessante (mancato guadagno derivante dall’utilizzo illegittimo).

Nicolò Ghibellini
www.consulentelegaleinformatico.it

 

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Le opere dell’ingegno e la tutela del marchio

Articolo 04.12.06
Le opere dell’ingegno e la tutela del marchio

Avv. Alessandra Frigerio

Le opere dell’ingegno: tutela

 

Il diritto d’autore è garantito a livello nazionale dalla legge 22 aprile 1941, n. 633, così come modificata dalla legge 18 agosto 2000, n. 248, nonché dal decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 68 (meglio nota come legge sul diritto d’autore). Rilievo assumono anche le norme di cui agli articoli 2575 e seguenti, del codice civile.

La protezione offerta esplica la sua efficacia nei confronti di un bene immateriale, distinto dal supporto (cartaceo, fisico, meccanico, magnetico, digitale) attraverso il quale si concretizza ed esprime. Detto diritto sorge per effetto della creazione di un’opera letteraria, musicale, figurativa, teatrale, architettonica o cinematografica. Ben può avere ad oggetto anche i programmi per elaboratore (cosiddetti software), nonché le banche dati e le opere del disegno industriale. Irrilevante è la forma, l’espressione o l’avvenuta divulgazione di una delle opere suscettibili di tutela.

La creazione di una delle opere dianzi citate determina il sorgere, in capo al suo autore, di un duplice diritto inerente alle stesse.

Questo consiste, da un lato, nel cosiddetto diritto morale d’autore, che si caratterizza per essere personale, irrinunciabile ed inalienabile. Esso è posto a presidio della personalità dell’autore e non è soggetto a limiti di durata. Difatti, all’autore è consentito rivendicare in ogni momento la paternità dell’opera, che consegue già al momento della creazione, opporsi ad eventuali sue mutilazioni e/o deformazioni, non renderla pubblica ed anche, nel rispetto di date condizioni, ritirarla dal commercio.

Dall’altro lato, si ha il diritto patrimoniale d’autore, che si esplica nel diritto esclusivo di trarre dall’opera ogni possibile utilità economica (ad esempio: vendendo il quadro, stampando e diffondendo l’opera letteraria). Esso ha una durata temporale limitata, in quanto si estingue decorsi 70 anni dalla morte del titolare. Il diritto patrimoniale è, a differenza di quello morale, passibile di trasferimento, totale o parziale.

L’atto di trasferimento è, poi, soggetto a trascrizione negli apposito registri pubblici, sulla scorta di quanto statuito dall’articolo 104 della legge sul diritto d’autore. La previsione di tale onere è finalizzata alla risoluzione di eventuali conflitti tra più acquirenti dello stesso diritto vertente sulla medesima opera.

Pur tuttavia, la tutela offerta dalla normativa italiana è concreta ed operativa solo nei confronti di opere connotate da un certo grado di originalità. In altri termini, anche se non è strettamente necessario che l’opera consista in una novità assoluta, è indispensabile che la stessa sia il frutto di un’attività creativa del suo autore. Detto requisito è imprescindibile al fine di distinguere l’opera in questione dalle altre.

Sul punto, la stessa Suprema Corte ha più volte precisato che la creatività richiesta non deve necessariamente essere costituita dall’idea in quanto tale, ma piuttosto dalla forma della sua espressione, o dalla sua soggettività, intesa quale concreto apporto personale soggettivo (Cassazione civile, 11.8.2004, n. 15496).

Le opere dell’ingegno e la registrazione di un marchio

La paternità dell’opera dell’ingegno può essere, altresì, garantita da ulteriori modalità contemplate dall’ordinamento nazionale, internazionale e comunitario.

Detta tutela si esplica attraverso la registrazione di un marchio, avente quale scopo principale quello di evitare ogni tentativo di indebita appropriazione della paternità dell’opera, di imitazione o contraffazione della stessa.

Il marchio può consistere in segni suscettibili di essere rappresentati graficamente e ciò attraverso l’impiego di parole, di disegni, di suoni, nonché della forma di un prodotto o di una confezione. Pertanto, la registrazione di un marchio offre a chi ne è il titolare il diritto all’uso esclusivo dello stesso.

La tutela offerta in ambito nazionale si concretizza nei precetti di cui al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, recante ^Codice della proprietà industriale, a norma dell’art. 15 della legge 12 dicembre 2002, n. 273^.

Il marchio registrato in Italia può contraddistinguere esclusivamente prodotti o servizi limitatamente al territorio nazionale. Ciò è possibile solo nell’ipotesi in cui l’opera che si intende garantire attraverso la registrazione sia contraddistinta da determinati requisiti, quali sono: la capacità distintiva, la novità, l’originalità e la liceità.

Non sono, quindi, suscettibili di registrazione quei segni privi di elementi atti a distinguerli da altri, in quanto privi di capacità distintiva. Così è per i segni che consistono esclusivamente in denominazioni generiche di prodotti o servizi, ovvero in indicazioni descrittive che si riferiscono agli stessi prodotti o servizi.

Questo è quanto si verifica nell’ipotesi in cui il prodotto o il servizio sia oggetto di una diffusione generalizzata, soprattutto nella prassi commerciale (Corte d’appello di Napoli, 16.2.2006; Tribunale di Bologna, 31.12.2004; Tribunale di Catania, 23.7.2003).

Quanto al secondo dei requisiti dianzi citati, non possono considerarsi nuovi quei segni oggetto di uso comune nel linguaggio corrente o nella consuetudine costante del commercio.

La domanda di registrazione di una marchio nazionale deve essere depositata presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, con sede a Roma (U.I.B.M.). Generalmente,  prima di tre anni l’UIBM non si pronuncia in ordine all’accoglimento o meno della domanda di registrazione.

La protezione che ne deriva ha effetto retroattivo e diventa operativa sin dal momento del deposito della richiesta. La registrazione di un marchio ha un’efficacia decennale e, come già si è specificato, ha valore solo territoriale, dunque, entro i confini dello Stato italiano. Ciò nonostante, è possibile procedere al rinnovo della sua efficacia alla scadenza naturale. Detto rinnovo è valevole per un analogo periodo di tempo e gli effetti decorrono dalla data di scadenza della registrazione precedente.

La paternità delle opere dell’ingegno può essere, altresì, garantita a livello internazionale mediante la registrazione di un marchio cosiddetto internazionale.

La normativa di riferimento si trae dall’ “Arrangement di Madrid e Protocolle”.

La finalità primaria di tale disciplina consiste nell’evitare depositi plurimi di domande in più Paesi. Pertanto, il soggetto interessato e già intestatario di una domanda di registrazione italiana, ben può richiedere che la stessa venga contestualmente inoltrata al competente Ufficio di Ginevra (O.M.P.I.).

L’avviso dell’eventuale accoglimento o diniego di tutela avviene non prima che siano decorsi dodici-diciotto mesi dalla comunicazione del deposito presso l’O.M.P.I.

La protezione offerta a livello internazionale, come quella nazionale, dura dieci anni, con decorrenza dal deposito della relativa istanza. Tale periodo è comunque rinnovabile ogni volta e per un pari lasso temporale.

Infine, la paternità di un’opera dell’ingegno ben può essere tutelata anche dalla normativa all’uopo approntata dall’Unione Europea.

Detta disciplina è contenuta del regolamento CE n. 40/1994, del 20 dicembre 1993, sul marchio comunitario, e successive modifiche.

I fruitori di tale protezione garantiscono al proprio marchio una tutela uniforme ed una esclusiva valevole nell’intero mercato comune. Ai fini dell’ottenimento della predetta tutela, è necessario che il segno presenti due condizioni e, in particolare, deve:
– essere suscettibile di riproduzione grafica (parole, disegni, forme di prodotti o delle confezioni, suoni);
– distinguere prodotti o servizi di un’impresa da quelli di altre concorrenti.

In definitiva, anche in ambito comunitario valgono le medesime norme presenti a livello nazionale. Difatti, detta tutela non può essere offerta nei confronti di marchi manchevoli di carattere distintivo o composti da segni od indicazioni divenuti comuni nel linguaggio corrente o nelle pratiche commerciali.

In ambito giurisprudenziale, è stata infatti negata protezione a livello comunitario all’espressione “vivere riccamente”. Ciò in quanto in essa si ravvisa un semplice slogan pubblicitario, inadatto ai fruitori di informazioni promozionali ed insuscettibile di memorizzazione come marchio dal pubblico di riferimento (Tribunale I grado CE, 15.9.2005, n. 320). E’ stata, altresì, negata protezione anche a quei segni, od indicazioni descrittive delle caratteristiche di un prodotto o di un servizio, percepibili dagli utenti come termini della vita quotidiana (Tribunale I Grado, CE, 8.7.2004).

Infine, giova rammentare che l’accesso al marchio comunitario è aperto a tutte le categorie di richiedenti, sia persone fisiche sia persone giuridiche. La registrazione ha durata decennale, decorrente dalla data di deposito, ed è rinnovabile indefinitamente di decennio in decennio. Pur tuttavia, il marchio deve essere effettivamente utilizzato dal titolare all’interno della Comunità, entro i cinque anni dalla sua registrazione. In caso contrario, si decade dalla tutela.

L’ufficio competente per il rilascio di marchi comunitari è l’Ufficio di armonizzazione del mercato interno (U.A.M.I.), con sede ad Alicante, Spagna. La consegna può essere fatta personalmente, ovvero mediante spedizione per posta, fax o e-filing (deposito elettronico). La domanda può essere altresì depositata presso l’U.I.B.M. in Italia, ovvero presso l’Ufficio Benelux dei marchi, richiedendo che venga trasmessa all’U.A.M.I. All’atto della sua ricezione, un esaminatore dell’U.A.M.I. verifica che essa comprenda l’insieme degli elementi necessari e che sia stato effettuato il pagamento della tassa richiesta. Stabilita la data del deposito, l’U.A.M.I. e gli uffici nazionali (ad eccezione di quelli di Italia, Francia e Germania) elaborano due relazioni sugli esiti della ricerca di novità del marchio.A decorrere dal 2008, detta ricerca diventerà facoltativa e sarà soggetta a pagamento. L’U.A.M.I. trasmette il rapporto di ricerca al richiedente e procede alla pubblicazione del marchio stesso, cui fa seguito la registrazione. Attualmente, le registrazioni vengono concesse entro due o tre anni, a far data dal momento del deposito, sempre che la domanda non sia rigettata.

Il marchio comunitario tutelato perde i benefici se non viene utilizzato per almeno cinque anni consecutivi alla registrazione.

Dal quadro giuridico sin qui condotto, ben si può dedurre che varie sono le strade che possono essere seguite al fine di tutelare un’opera dell’ingegno, sempre che la stessa possa essere effettivamente qualificata come tale, alla luce dei requisiti espressamente richiesti dalla normativa in vigore.

Preso da: http://www.filodiritto.com/index.php?azione=visualizza&iddoc=507

NOVITA’ ED ORIGINALITA’

La legge richiede che le opere dell’ingegno tutelabili abbiano carattere creativo: il concetto di creatività presuppone qualcosa di nuovo che, prima dell’atto creativo, non esisteva.
In sostanza, si vuole che l’opera dell’ingegno sia nuova, non sia la ripetizione di altra opera dell’ingegno già creata da altri in precedenza e che sia il frutto di una elaborazione intellettuale dell’autore. Solo per le opere del disegno industriale è prescritto che esse debbano presentare sia un carattere creativo che un valore artistico.

Preso da: http://www.bugnion.it/novita_originalita.php

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selezione di portali web dedicati all’arte

Una selezione di portali web italiani dedicati all’arte.

 www.artnews.org Art in the world
www.beniculturali.it >>> MIBAC – il sito del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
www.beniculturalionline.it >>> Il sito dell’Associazione bb.cc. onlus per la tutela e la promozione dei Beni Culturali.
www.artdreamguide.com >>> Artdreamguide: artisti, musei, città, itinerari di arte contemporanea nel mondo.
www.artonline.it >>> Sito dedicato al mondo dell’arte, alle mostre, alle collezioni in Italia e nel mondo e a molto altro ancora.
www.exibart.com >>> Una community dedicata al mondo dell’arte: un completo panorama su mostre, recensioni, forum, newsletter, monografie e notizie dal mondo dell’arte.
www.eosarte.it >>> EosArte è un sito giornalistico di informazione sul mercato dell’arte e la cultura con migliaia di notizie, archivi, recensioni mostre, amarcord delle mostre nazionali di antiquariato, calendari aste e link alla case d’asta italiane ed internazionali e un repertorio di migliaia di immagini.
www.italica.rai.it  >>> Italica – Il sito dedicato alla lingua e alla cultura italiana di Rai International.
www.arte.tiscali.it >>> Il canale Arte di Tiscali.
www.kataweb.it/arte >>> Il quotidiano dell’arte del gruppo l’Espresso.
www.undo.net >>> UnDo.Net: Network per l’arte contemporanea.
www.gospark.it >>> Il portale dell’arte e dell’antiquariato.
www.thais.it  >>> Sito di architettura, scultura, arti applicate, botanica, città d’arte, itinerari turistici e altro.
www.001design.it >>> Il portale del design italiano che condivide la conoscenza. Forum di design, siti scelti di arte, architettura, fotografia, moda, associazioni, scuole, riviste di design e molte altre risorse a disposizione di tutti.
www.artfacts.net >>> Artfacts.Net – la guida internazionale online per l’arte moderna, contemporanea ed emergente.
www.civita.it >>> Il Gruppo Civita è costituito da due diverse realtà, ognuna delle quali possiede una propria specializzazione e funzionalità operativa: l’Associazione Civita e Civita Servizi.
Gli importanti risultati conseguiti in questi anni dal Gruppo ne hanno accresciuto la notorietà e il prestigio, consentendogli oggi di interpretare un ruolo da protagonista nel settore dei beni culturali.
www.fieredarte.com >>> Fiere d’Arte – Portale web con il calendario delle fiere d’arte.
 
Portali web d’Arte in inglese e/o altre lingue.
 
www.wwar.com >>> World Wide Arts Resources.
www.swissart.net >>> Swissart.net, portale d’arte svizzero. 
www.artaujourdhui.com >>> ArtAujourdhui, portale d’arte francese. Tutta l’attualità dell’arte e del suo mercato nel mondo.
www.kunstmarkt.com >>> Kunstmarkt.com, portale d’arte tedesco.
www.replica21.com >>> Réplica21. Artes visuales.
www.artcyclopedia.com >>> The Guide to Museum-Quality Art on the Internet.
www.artcult.com >>> The most informative Internet site on art and its market.
www.assemblylanguage.com >>> AssemblyLanguage – Tokyo avant-garde culture and Japanese Contemporary Art.
www.art.net >>> Art On the Net.
www.sculpture.org >>> International Sculpture Center.
glasstire.com >>> GlassTire. Texas Visual Art Online.
www.wga.hu >>> Web Gallery of Art, image collection, virtual museum, searchable database of European fine arts (1100-1850).
www.directory-galvan.1stok.com >>> José Galvan’s Directory
www.agora-gallery.com >>> Agora Gallery – Chelsea New York City – Fine Art Gallery
 
lti siti web italiani ad indirizzo artistico.
 
www.artespa.it >>> Il sito di ART’E’: Società Internazionale di Arte e Cultura.
www.storiadellarte.com >>> Il sito della storia dell’arte italiana.
www.rgbchannelart.com >>> Cinevisualisti, costruttivisti, gemetrici etc etc… Una ricca collezione unica e originale dagli anni 50′ ad oggi.
www.comanducci.it >>> Comanducci Arte Italia, Dizionario dei Pittori, Servizi per artisti, informazioni online – Links.
www.vggallery.com >>> The Vincent van Gogh Gallery: il sito approvato dal Van Gogh Museum di Amsterdam.
www.artesss.com >>> Sito le cui finalità sono la ricerca artistica nel campo della comunicazione finalizzata allo scambio tra persone e gruppi.
www.sottoterra.it >>> Sottoterra.it – La comunità artistica virtuale.
www.artisticontemporanei.com >>> Centro Servizi per l’Arte Artisticontemporanei.com.
www.artistireggiani.com >>> Sito che propone numerosi artisti e artigiani reggiani specializzati in manufatti particolari suddivisi per categoria, con segnalazioni locali di mostre e manifestazioni.
www.artedelpastello.com >>> Interessante sito sull’arte del pastello e sui pastellisti.
www.visibilmente.com >>> Il sito dell’artista Paolo Orlandini che si definisce “artigiano creativo” che presenta le sue opere grafiche, fotografiche e pittoriche inclusi scritti e poesie, oltre alle opere di altri artisti ospiti.
www.ilcollezionistain.it >>> Rubrica sul mondo della pittura storica e contemporanea.
www.pittoripaesaggisti.net >>> Sito del Movimento italiano pittori paesaggisti “MIPP”.
www.disegnarte.it >>> Tutto il mondo del disegno: storia, tecniche, estetica, arte, didattica. Preso da: http://www.pitturaedintorni.it/artenelweb.htm
 

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