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le mie ceramiche

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Tra quadro e scultura

MAGNIFICOOOOOO!!!!

Ho chiesto a Samuele (cerca il post IL PENSALEGNO) di fare uno dei suoi magnifici quadri con il nostro albero!!!

E’ venuto davvero bene 🙂

La mia sala ora ha tutta un’altra atmosfera…

grazie Samuele!!!!

M.

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Buona Pasqua!!!

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collezione Il Frutto dell’Ingegno

E’ pronta la collezione in argento di orecchini e ciondoli con il nostro logo!!!

(Spero tanto vi piaccia…data la fatica che ho fatto per farli!!! 🙂

M.

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Noi e i ricci…

Ieri sera ho conosciuto una ragazza molto interessante (una cantante di cui farò un post a breve) che mi ha ricordato la teoria dei ricci di Schopenhauer.

Noi siamo come i ricci che da soli hanno freddo, allora si avvicinano per scaldarsi, però stando vicini si pungono, allora si allontanano. Poi si riavvicinano, si riallonatanano…insomma un casino!!!

Facendo qualche ricerca con la chiave “i ricci di schopenhauer” ho trovato questo blog che si apre così:

Lo spirito del blog – La vita: commedia o tragedia?

Questione di inquadrature. La commedia è la vita in campo lungo e la tragedia la vita in primo piano. Se inquadri da lontano un uomo che cammina per strada e scivola su una buccia di banana, è divertente. Ma se ti avvicini, non è più divertente perchè si vede il dolore… Per comprendere la mia vita e quella altrui mi sforzo di osservare sempre attraverso la doppia inquadratura… Così quando prendi qualcosa troppo sul serio riesci magari anche a riderne e a conservare il buon umore… E invece quando prendi qualcosa troppo poco sul serio scopri che devi fermarti e comprenderla…

Pro-F-uture

Prof 2.0 Uno scrittore e insegnante perdutamente innamorato della realtà. Ama insegnare. Ama scrivere. E cerca il paradiso impastato nella polvere della vita quotidiana e nel cuore delle persone che incontra.

Prof 2.0 ha detto…

2.0 nasce dal nuovo paradigma di utilizzo del Web. Il Web 2.0 è un nuovo modo di usare la rete: non subirla, ma sfruttarla attivamente mettendola al servizio della creatività e dello spirito di iniziativa, per creare legami fra le persone e condividere pezzi di vita.
Insomma “Happyness shared”…

via www.profduepuntozero.it

Vi segnalo questo blog per 2 motivi:

1) perchè noi creativi siamo tutti un pò “inquieti” e trovo che lo spirito del blog di prof 2.0 riassuma davvero una verità grandissima (in realtà non sono per noi creativi):

GENTE!!!! siamo noi a dare la dimensione di qualunque stato d’animo e situazione e come già disse anche Jarabe de Palo : Tutto dipende da che punto guardi il mondo..

2) perchè credo che il lavoro di insegnante sia troppo più importante di quando non venga considerato e che se tutti i professori fossero come questo certamente i ragazzi crescerebbero in modo diverso e il mondo sarebbe migliore. I maestri dovrebbero, appunto, essere da esempio…

( scopro ora che il prof si chiama Alessandro d’Avenia http://www.profduepuntozero.it/bio/ :…forse non lo conscevo solo io 😦  )

vorrei solo dirvi

GUARDATE IL MONDO DA UN PUNTO DI VISTA POSISTIVO, SE NON LO VEDETE CERCATELO!!!

perchè quello che vedete, fate e dite voi si riperquote su tutti noi!!!!

Non nascondetevi dietro alla cattiveria altrui o al dolore che vi hanno provocato o alle cose brutte che vi sono accadute, se qualcuno vi regala un sorriso..prendetelo e restituitelo!!!

(P.S. vorrei sottolineare -per chi è radicato sulla sua posizione di riccio- che noi a differenza dei ricci se ci avviciniamo possiamo anche non pungerci…se PENSIAMO  e gestiamo i nostri aculei…)

IL RISPETTO PER GLI ALTRI E’ LA SOLA OCCASIONE DI RISPETTARE SE STESSI

Buona domenica e tanta creatività a tutti!!!!

M.

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Nelle aiuole della moda di Monica De Mattei

Ricordate le fantasie floreali degli anni ‘80, stampate su abiti, t-shirt e magliette? Nella moda tutto torna, prima o poi. Sulle passerelle sfilano fiori di ogni tipo, grandi, piccoli, a mazzetti, con grandi corolle, a colori accesi. Sbocciano dappertutto, anche su borse e scarpe da indossare di giorno e di sera. E le creazioni di Monica De Mattei portano nel freddo mese di febbraio un tocco di primavera: borse fiorite, bouquet sui portacellulari, peonie, rose e narcisi…

I fiori evocano purezza e sensualità: le collezioni di Monica De Mattei esaltano la peonia “Queen Elizabeth” da applicare sulla borsa da sera, per dargli un tocco del tutto particolare.

Entrate anche voi nell’ideale passeggiata nel giardino della moda di Monica De Mattei… ne rimarrete incantati!

http://www.monicademattei.com

                                                                                                                                                                                                                                                    F.

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Energie…

pieni e vuoti…

 danze di fuochi.

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Mostra “Il Cortilone”, Sorano

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è quasi sera..

Foto di Monica De Mattei

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Sorano…una scultura intagliata nel tufo

In un altro mondo  
 
 
Chi entra nel territorio di Sorano provenendo dalle pianure circostanti, ha la sensazione di entrare in un altro mondo; l’erosione delle acque, lo sgretolamento dei tufi e l’opera dell’uomo hanno creato un paesaggio fantastico e unico al mondo, qualcosa di irreale che trasporta al di là del tempo e dello spazio: decine di speroni tufacei dalle forme più svariate e bizzarre sono disseminate lungo la valle del fiume Lente, e proprio su uno di questi, proteso di traverso alla valle da sembrare il muraglione di una diga, sorge Sorano. Il tufo con cui sono costruite le case, con il trascorrere dei secoli, ha assunto lo stesso colore della roccia su cui poggia il paese tanto che le case sembrano scolpite da un gigantesco artista. Tutto intorno scorre limpido e tranquillo il fiume Lente, spesso frequentato dagli aironi, ghiotti di pesce e di gamberi di fiume. Sorano
 
Nella valle, oggi Parco Archeologico, nascosti qua e là da boschi di querce, castagni, carpini e lecci, si elevano colossali massi tufacei, pareti di roccia cadono a picco, traforate dalle mute occhiaie di antiche tombe, dove trovano rifugio caprioli e cinghiali. Ma nascoste dalle mille tonalità di verde delle fronde, dal giallo vivo delle ginestre in fiore e dai lillà esultanti, rifugio sicuro per istrici e volpi che in gran numero vi hanno costruito la loro tana, decine di dolci pianure terrazzate ospitano vigne generose, orti e uliveti. Sorano
 
Qui gli etruschi hanno scavato le loro monumentali vie “cave”. Non è difficile commuoversi ancora nel percorrerle tanto sono cariche di magia e di una sacralità naturale, arcaica e potente. Possiamo indovinare un grande amore per la vita, allora non ancora divisa fra “sublime spirito” e “volgare materia”, che ben sapeva penetrare i misteri della grande madre terra con l’intuizione quasi istintiva che noi chiamiamo divinazione e poi, scaduto il tempo, accompagnare con gioia il corpo lungo il ritorno nel suo immenso grembo. Sorano
 
A questo, pare, servissero queste splendide vie che univano la città dei vivi a quella dei morti, al di là del fiume, ma con gli etruschi non si può mai essere sicuri; non si curavano di lasciare tracce indelebili anzi, sembrano aver sfiorato questi luoghi con piedi leggeri e un tocco delicato e sensibile. Poco rimane, ma ancora aleggia la loro benevola presenza, un’aura di protezione e soprattutto quel loro enigmatico sorriso. Lo stesso sorriso, quasi sfacciato nell’Apollo etrusco e in molte altre loro statue e affreschi, è sopravvissuto ad ogni invasione per rifiorire più discreto nella Gioconda, e tuttora, sotto zigomi alti, nel volto dei loro discendenti. Sorano
 
Anche l’attitudine a scavare nel ventre della terra, ormai non più madredea, è sopravvissuta nei secoli; per tradizione, per necessità o perché qui più tenera è la roccia. Non si sono scavate solo le famose tombe, ma interi abitati rupestri, romitori e conventi, laboratori di ceramica e falegnameria, colombari, ovili e stalle per asini, un tempo indispensabili compagni della fatica degli uomini. Ora le grotte che fiancheggiano le strade di accesso al paese sono diventate garage per “apetti”, ronzanti veicoli a tre ruote che vedete partire la mattina guidati dall’uomo, spesso con la moglie accanto e il cane da caccia dietro, e tornare la sera, nuovo asino, carico di legna per il fuoco, di uva quando si vendemmia, oppure di verdure, frutti o fiori che, secondo la stagione, colgono negli orti. Sorano
 
Visitare Sorano significa immergersi in una calda atmosfera che abbraccia tutta la storia dell’umanità. Nel corso di una semplice passeggiata, infatti, si può passare da grotte dell’età del bronzo a palazzi rinascimentali, dalle misteriose vie e necropoli etrusche ai tenebrosi sotterranei dell’imponente fortezza, dal villaggio medioevale “scolpito” nel tufo ai lussureggianti e incontaminati boschi che lo circondano. Trascorrere qualche giorno a Sorano non può essere soltanto una vacanza: è soprattutto un’esperienza, che tocca profondamente il cuore e lo spirito di chi la vive, scaldando come un tiepido raggio di sole semi che qui trovano le condizioni per germogliare.
 
Questa è una terra magica e accogliente, vulcanica e quieta, selvaggia e dolce: qualcosa d’indicibile e magnetico la abita e la preserva da ogni tipo d’inquinamento Naturalmente non per tutti è percepibile: infatti non è raro intendere un turista distratto affermare “andiamo via, qui non c’è niente”, e frettoloso allontanarsi verso località dotate di bar chiassosi, ristoranti, vetrine illuminate, discoteche e magari anche strade piane; è qualcosa che sa difendersi rendendosi impercettibile.
 
Se “sentite” questo posto anziché guardarlo soltanto per i 10 secondi che ormai accordiamo, non di più, ad ogni paesaggio, presi da quella folle ingordigia che ci porta all’immagine-cosa successiva, se ancor meglio lo guardate da fermi, con la calma di chi non corre per tutto vedere e da se stesso fuggire, vedrete che Sorano non è solo un paesaggio stupendo, ma anche un mondo che vibra in accordo con qualcosa nel profondo della vostra anima. Siamo nella terra dei Tirseni, come loro si chiamavano, culla e rifugio dell’ultima civiltà sacra; terra dalle cui viscere sgorga la vita, terra del rito e del culto quotidiano, terra lavica, di vulcani e di boschi sacri, terra bagnata da torrenti sgorganti e ruscellanti. Sorano
 
Qui “Tutto è fresco, vivace e non opprimente, piccolo e delicato, in un modo che affascina piuttosto che fare colpo. Sembra che nell’istinto degli etruschi ci sia stato un desiderio autentico di preservare l’umore naturale della vita, un compito certamente più degno e alla lunga più difficile che conquistare il mondo, sacrificare se stessi o salvare un’anima immortale.D.H. Lawrence, Etruscans Places. Sorano

Preso da: http://www.sorano.info/

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