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Semi di gioia

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Le opere di Silvia Molinari al Brera Garden Floor!

Se non avete ancora abbandonato la città e sognate una pausa dalla calda routine quotidiana, al Brera Garden Floor da questa sera c’è l’atmosfera perfetta.

Le opere di Silvia Molinari vi porteranno direttamente in campagna, con i suoi silenzi e i colori tipici, e il lento passare delle stagioni.

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Avete visto le sue opere durante la passata edizione di Affordable Art Fair, presentate dalla galleria Il Lepre, di Piacenza, e adesso potrete incontrarle dinuovo nella location eco-chic Milanese del Brera Garden Floor, grazie alla collaborazione dell’ agenzia Listen

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Buona serata

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Yvonneartecontemporanea espone 5 opere di Arianna Piazza

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Yvonneartecontemporanea espone 5 opere di Arianna Piazza
a Milano alla Terrazza Aperol dal 11 giugno al 2 luglio 2013.*

Vernissage martedì 11 giugno alle ore 19.00.

Terrazza Aperol è una location esclusiva, un luogo di tendenza, una vetrina per un pubblico vivace, dinamico, eclettico e internazionale che vive il centro di Milano.

*In collaborazione con Affordable Art Fair.

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Mani di Nicla Ferrai

” Le sue mani

attraversate da una luce caravaggesca,

sono delicate, soavi,

sono mani profane

e al tempo stesso sacre,

imprigionate un momento prima del loro dire.”

http://www.niclaferrari.it/

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TIZIANO SORO

 

http://www.tizianosoro.com/ita/paintings.html

Tiziano Soro nasce a Milano il 10 febbraio 1979.

Studia all’Accademia di Belle Arti di Brera nella sezione Pittura. Nel 2002/03 collabora come creativo/giovane artista per Volcom Stone (surf, skate & street brand) in Portogallo.
Nel 2003/04 collabora come pittore di scena (scultore) presso la “Creature Effects”, laboratorio di effetti speciali a Hollywood.
Da alcuni anni collabora con lo Studio d’arte Fioretti per Spaghetti Pop.

..Seguo la luce, in senso metafisico e trascendentale. L’eterna contrapposizione tra il sapere acquisito dei sensi e il sapere innato dell’intelletto. i cinque sensi, infatti si limitano a recepire passivamente le impressioni derivanti dai fenomeni naturali senza coglierne l’essenza. Andare oltre gli elementi instabili, mutevoli e accidentali dei fenomeni, concentrando la propria attenzione su ciò che è eterno, stabile, necessario, con l’intento di riuscire a cogliere le strutture fondamentali dell’essere.

http://www.spaghettipop.com/?artist=tiziano-soro

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i paesaggi reali-surreali di Emilia Castioni

Molto belli i paesaggi di Emilia, foto di paesaggi resi surreali dai personaggi che esssendo dei magneti ognuno può spostare dove vuole..davvero una bella idea!

Opere in mostra alla AAF febbraio 2012.

M.

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Il microcosmo poetico di Andrea Carpita

opere in mostra alla AAF febbraio 2012

La pittura di Andrea Carpita appare decisamente matura nonostante la giovane  età. Nel suo universo dove è piacevole perdersi troviamo riflessi del  nostro inconscio. Un microcosmo abitato da piccoli personaggi, spesso  guerrieri o mostri, raffigurati con un tratto veloce ed essenziale. Evidenti i riferimenti alla cultura giapponese, in particolare alle  xilografie ukiyo-e (che significa letteralmente: immagini del mondo  fluttuante), una tecnica grafica sviluppatasi in Giappone a partire dal  XVII secolo, per rappresentare la cultura giovane e impetuosa del tempo. I mondi sperduti e surreali di Carpita sono pieni di poesia. Non ci  sono leggi fisiche se non quelle della vita stessa che può diffondersi  ovunque, facendo crescere un albero persino sulla testa di un samurai.  Le sue opere, su tavola e su tela, preparate con gesso e  colla, dipinte poi con pittura ad olio, sono legate dal tema del mondo  onirico che appare a volte un viaggio e a volte una fuga.

Carpita imbastisce i suoi personaggi con un filo poetico del  tutto personale: una natura inattesa e insospettata che affiora là dove  meno te lo aspetti: rami d’albero che diventano mani, piedi, un ramo di  ciliegio sulla testa di un samurai, un bonsai ai piedi di un guerriero. Eppure ogni cosa sembra ritrovare un ruolo e un tempo vissuto, tutto  ritrova una sorprendente normalità. Come quella di sette piccoli alberi  sulla cima di un monte appeso alle nuvole. Barbara Musetti

http://andreacarpita.blogspot.com/

Andrea carpita espone a Milano, dal 7 al 10 aprile 2011, allo spazio AAM, in Via Monte Rosa 91, presso la sede milanese del Gruppo 24 ORE (stand 12 e 18 sala collina)

http://www.arteinmostra.net/andrea-carpita-a-milano.html

AAM: l’Arte Contemporanea nel cuore di Milano, aperta ad ogni possibile  fruitore, accessibile a tutti, con un’ idea che sfida i preconcetti; AAM  muta l’approccio tradizionale eliminado le barriere concettuali,  offrendo l’opportunità al pubblico di informarsi sulle varie tendenze  artistiche e di incontrare i galleristi e gli artisti in un’atmosfera  informale e interattiva. Arte Accessibile, in uno spazio aperto ad ogni   esigenza di comunicazione, disegnato da Renzo Piano.

Mostra a cura di Ivan Quaroni / Anfiteatro Arte, via savona, 26 – tel 02 86458549 http://www.anfiteatroarte.com/mostre.php?idMostra=57 http://www.anfiteatroarte.com/opere.php?idArtista=53

Fonte http://www.propostaweb.it/2011/04/eventi/andrea-carpita-aam-milano/

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Paul Critchley

Paul Critchley/ L’inglese che sfotte gli umori

di Giorgio D’Orazio.

L’atmosfera è romanzata, da tempi andati: il forestiero che arriva in un paesino rintanato nell’Abruzzo interno, faccia a faccia con i monti e naso che pende verso una valle apprezzabile; parla un’altra lingua, porta cose nuove, ma s’innamora di quei luoghi, vi si stabilisce e piano piano s’inserisce nel microtessuto sociale.

Il paese è Farindola, nell’entroterra pescarese, lo straniero è Paul Critchley, pittore girovago, nato mezzo secolo fa a Rainford, sguardo vivace, occhi chiari e gote arrossate da buon inglese. L’ospitalità con cui ti accoglie in casa sua, però, è presa in prestito al meglio dai concittadini abruzzesi: con la signora Helen mi accompagna nella dimora-atelier, in parte studio, in parte abitazione e in parte esposizione; ogni stanza parla una lingua diversa nel discorso dell’arte, soprattutto dell’arte di Paul. Che non accetta limitazioni e convenzioni e svuota gli spazi per riarredarli con le proprie opere, per cercare altre spazialità, per tentare una via nuova e diversa, sempre ironica, sempre dissacrante rispetto all’abitudinaria realtà delle cose.

Al primo sguardo pragmatico, per capirci, ci troviamo davanti a tele dalle forme inconsuete, con spigolature inaspettate, magari assemblate, ad installazioni, trompe-l’oeil, modellini, collage, prototipi di un ulteriore linguaggio estetico. Ed è quest’ultimo, al quale arrivano gli sguardi successivi (quelli più fantasiosi, riflessivi e ispezionanti), il fulcro della ricerca di Critchley. Il frutto di ricerca e lavoro durati per anni e ancora in corso, tra la formazione accademica nel paese d’origine e le tensioni politiche nella Berlino Est degli anni ’80, tra la Francia del sud, l’Olanda e la Spagna (dove per diversi anni risiede a Barcellona) e altri angoli d’Europa e Stati Uniti.

Un’indagine pittorica attenta a costruire e a montare altre soluzioni per nuove prospettive da rinnovate angolazioni è quella che ha condotto e ancora conduce Paul: la definizione sarcastica delle cose, degli oggetti quotidiani, degli arredi, del panorama casalingo di tutti i giorni, la loro reinterpretazione nel senso del possibile con una certa carica, a volte, di autoreferenzialità, è ciò che viene fuori da questi lavori, molto domestici, molto attinenti al paesaggio, alla situazione, allo scorcio di quel momento; spessissimo autobiografici, talvolta autocelebrativi, ma sempre pronti a raccontare nettamente a chiunque non mondi nuovi ma modi diversi per rileggere i propri microcosmi. E così, mettendoli in discussione, viverli e riviverli diversamente.

Con i quadri di Critchley puoi aprire una finestra, una porta, salire le scale, riagganciare una cornetta, puoi sentire meno distaccato e consueto il sapore estetico della narrazione artistica: le possibilità della nostra esistenza sembrano esserci riconsegnate, mediante le sue opere, proprio da tutto ciò che consideriamo senza possibilità, e che sarebbe dunque il caso di riconsiderare con occhi diversi. Paul sembra dirci di non prendere troppo sul serio noi stessi e ancora di meno il mondo che ci costruiamo intorno, quel mondo cioè che accettiamo e ricaviamo dall’esclusione di tutti i mondi potenziali e altri rispetto a quello scelto, con cui facciamo il callo.

Lo scherzo, la freddura, la fotografia irriverente di spaccati intimi animano le opere di Paul, distribuite ovunque nella sua grande casa di Farindola con affacci diretti su una piazzetta dalla quale i passanti sbirciano incuriositi, o magari imballate perché pronte per una spedizione d’oltreoceano. Critchley infatti, dopo la prima personale a ventisette anni (tenutasi in Germania), espone a Londra, Amsterdam, New York, Parigi, Mosca e via per molto, definisce nel 2006 un bel catalogo retrospettivo (titolato “paintings” e disponibile sul sito www.paulcritcheley.com) e, ancora oggi, dopo aver scelto la vita ritirata nel piccolo centro abruzzese, continua ogni giorno a tenere i piedi per terra e lo sguardo oltre il cielo, ma anche il contrario come ogni artista.

Ed è solo lo sguardo d’altronde, a volte sornione e canzonatorio, altre serio e trasparente, ma sempre in allerta, che permette all’artista di cogliere il quid da trasfigurare, e al pittore, segnatamente, di esprimere la luce, il gesto, la vista, l’oscuro, la polvere, l’angolo, la morte dell’insetto, la chincaglieria dimenticata, la botola, il riflesso, la spiata, il tubetto svuotato, la trovata, la trappola, l’acqua scorsa, l’incerto, il gusto, il vecchio, il sole che ruota nel giorno, l’andato, lo scordato, il ritrovato, il recuperato, l’imbarazzo di un attimo, l’illuminazione nel susseguirsi delle stagioni, il non stato, il fiammifero spento, il tempo abbandonato, il ricordo confuso, il panorama fermato, il vento volato e così via per quanto ognuno di noi vuole e sa proseguire. Bene, su tutto ciò e su altro si sofferma Critchley, e da ciò sa tirar fuori nuove idee.

Paul racconta da un paesino del centro Italia le cose che il mondo e la storia ancora possono imparare: qualcuno vorrà a tutti i costi catalogarlo per riconoscerlo, per capire “se è bravo”, sbucherà fuori l’iperrealismo ma non è così semplice e il suo tratto ancora pieno d’immaginazione e giocosità non sa essere riduttivo né ridotto all’asettica esaltazione del vero a più del vero stesso.

Ho conosciuto Paul, sono sprofondato nelle sue opere, ho ripensato ad Hopper e a Magritte, e ho avuto piacere nel provare, così candidamente, quella sensazione di simpatia e finzione che contemporaneamente lascia aperta la porta alla malinconia e alla realtà effettiva. Contrasti che non sono l’intento di quel dato pittore o l’impressione di quell’osservatore, ma sono semplicemente le altalene costanti dell’esistenza di tutti. E di quest’ultima Paul, col suo humor leggero e il suo trattonte o talvolta forzato, sa parlarci apertamente.

http://ildemocratico.com/2010/08/14/paul-critchley-l%E2%80%99inglese-che-sfotte-gli-umori/

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critchley_fish_supper.jpg Fish for Supper
 
Paul Critchley
mr@paulcritchley.comU.K. +44 (0)75 7118864 +44 (0)75 38938392
Italy +39 085 823 6145 +39 3452 376704
c/o anOTHER art gallery ltd. Piazzale Trieste 1 65010 Farindola (PE) Italy

http://paulcritchley.com/

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