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Annalù

 

Questa splendida opera l’ho fotografata alla AAM 2012

Nelle opere di Annalù è sempre presente un senso di metamorfosi, di passaggio, di evoluzione, una sorta di viaggio fra stati diversi, fra realtà differenti, uno spirito di ricerca che condivide alcuni aspetti tipici della scienza alchemica. Annalù cerca di fissare nelle sue opere l’attimo in cui la metamorfosi si compie, di comprendere i meccanismi e le forze che sono alla base del processo insito nel passaggio fra uno stato ed un altro, sia che si tratti di uno stato meramente fisico, che di uno stato psicologico o spirituale. Annalù, nella sua personale ricerca,  intende la metamorfosi, in senso lato, come il passaggio fondamentale per progredire verso una nuova realtà, verso una nuova coscienza, verso una nuova dimensione fisica e cognitiva. L’artista si affida all’elemento metaforico della farfalla (farfalla che è divenuta nella sua recente produzione una sorta di cifra distintiva) che incarna il ruolo simbolico del concetto di  metamorfosi, L’artista, attraverso il sapiente uso di materiali differenti quali legno, cemento, resine, nero di bitume, metalli, cerca di ribadire quasi a livello tattile questo concetto. I vari elementi si uniscono, si fondono, come all’interno di un calderone di un mago o di un alchimista, per creare nuove realtà, nuovi stati fisici o per liberare i corpi che imprigionano.

Il lavoro di Annalù si pone in quell’istante di transizione fra pittura e scultura, in un terreno ibrido che però concede all’artista di sperimentare differenti possibilità espressive. (Igor Zanti)

http://www.annaluboeretto.com/annalu

Altre opere di Annalù le poete trovare nel suo sito  http://www.annaluboeretto.com/

 

 

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Mani di Nicla Ferrai

” Le sue mani

attraversate da una luce caravaggesca,

sono delicate, soavi,

sono mani profane

e al tempo stesso sacre,

imprigionate un momento prima del loro dire.”

http://www.niclaferrari.it/

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Thomas Bee

Tecnica mista acrilico su pluriball

 

 

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Mario Paschetta

Mario Paschetta nasce a Milano il 27 Novembre 1949 e inizia a dipingere all’età di 14 anni, la sua è una pittura tradizionale seppure già compare una corposità materica. La frequentazione degli ambienti culturali milanesi, tra i quali il Bar Jamaica, lo porta ad entrare in contatto, sia pure come spettatore, con i numerosi artisti che lo frequentano, molti dei quali contribuiranno a scrivere la storia dell’arte italiana. Anche se Mario Paschetta si allontana, per motivi legati alla sua attività commerciale, dalla pratica della pittura tradizionale, continua la sua frequentazione dell’ambiente artistico e delle gallerie d’arte. Nel 1992 inizia uno studio approfondito sulla materia sia in termini di materiali che di utilizzo, e traspariranno così nelle sue opere gli influssi che hanno avuto su di lui artisti come Burri, Crippa, Mattioli. Le opere di Mario Paschetta da subito creano interesse sia per la tecnica che per la loro costruzione pittorica, fa discutere la sua pittura – non pittura, le sue originali rappresentazioni aprospettiche, la sua astrazione – antiastrazione. Trento Longaretti, indiscusso maestro della pittura del nostro novecento, ne riconosce l’originalità, la capacità di Paschetta, attraverso un linguaggio personale di descrivere un mondo poetico. Nel 2001 si tiene una importante mostra personale di Paschetta al Museo Nazionale di Arte Moderna di Gazzoldo degli Ippoliti (Mn) e in quell’occasione Maurizio Schiaccaluga evidenzia una particolarità della opere di Paschetta che è quella di indurre, in chi le osserva, a toccarle poichè il suo paesaggio, rappresentativo di terre lontane del tempo, è “paesaggio non raccontato ma ricreato” ed il suo linguaggio si traduce in una necessità di contatto come in “una sorta di pittura braille”. Anche Enrico Giustacchini si interessa al percorso artistico di Mario Paschetta evidenziando un’altra particolarità e peculiarità del suo linguaggio che passa attraverso una stratificazione verticale, quello che Giustacchini definisce “inconsueto sondaggio verticale”. Non solo critici d’arte si interessano del lavoro di Mario Paschetta ma nel 2003, anche Ruggero Sicurelli, Sociologo e Psicologo che si occupa di creatività artistica, pubblica un libro “Elementi di Psicoanalisi dell’Arte – Freud e la Creatività Artistica” nel quale, analizzando i lavori di Paschetta, ritrova in loro la “metafora freudiana dell’archeologia, in forza alla quale lo psicoanalista si occupa dell’analisi stratigrafica dell’anima” e dà una ulteriore chiave di lettura delle sue opere. Le opere di Mario Paschetta sono presenti in diverse collezioni private e pubbliche e molte la partecipazioni alle principali mostre d’arte Italiane, importante inoltre è nel 2003 la partecipazione alla manifestazione indetta dall’Associazione mare Nostrum per l’inaugurazione della “Fortezza del Mare” all’isola della Palmaria (Porto Venere) sotto l’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica e nel 2004 la partecipazione alla Prima Biennale dell’Unità d’Italia presso la Reggia di Caserta. L’interesse per le opere di Paschetta affascina anche l’Asia e nel 2003 e nel 2004, le sue opere sono state scelte dalla multinazionale giapponese Citizen quale testimonial per la propria Campagna Pubblicitaria. Mario Paschetta vive e lavora ad Inzago, in provincia di Milano.

http://www.seiunartista.it/mario-paschetta.html

 

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Fidia Falaschetti -Finding meno..sushi

AAM 2012

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Il microcosmo poetico di Andrea Carpita

opere in mostra alla AAF febbraio 2012

La pittura di Andrea Carpita appare decisamente matura nonostante la giovane  età. Nel suo universo dove è piacevole perdersi troviamo riflessi del  nostro inconscio. Un microcosmo abitato da piccoli personaggi, spesso  guerrieri o mostri, raffigurati con un tratto veloce ed essenziale. Evidenti i riferimenti alla cultura giapponese, in particolare alle  xilografie ukiyo-e (che significa letteralmente: immagini del mondo  fluttuante), una tecnica grafica sviluppatasi in Giappone a partire dal  XVII secolo, per rappresentare la cultura giovane e impetuosa del tempo. I mondi sperduti e surreali di Carpita sono pieni di poesia. Non ci  sono leggi fisiche se non quelle della vita stessa che può diffondersi  ovunque, facendo crescere un albero persino sulla testa di un samurai.  Le sue opere, su tavola e su tela, preparate con gesso e  colla, dipinte poi con pittura ad olio, sono legate dal tema del mondo  onirico che appare a volte un viaggio e a volte una fuga.

Carpita imbastisce i suoi personaggi con un filo poetico del  tutto personale: una natura inattesa e insospettata che affiora là dove  meno te lo aspetti: rami d’albero che diventano mani, piedi, un ramo di  ciliegio sulla testa di un samurai, un bonsai ai piedi di un guerriero. Eppure ogni cosa sembra ritrovare un ruolo e un tempo vissuto, tutto  ritrova una sorprendente normalità. Come quella di sette piccoli alberi  sulla cima di un monte appeso alle nuvole. Barbara Musetti

http://andreacarpita.blogspot.com/

Andrea carpita espone a Milano, dal 7 al 10 aprile 2011, allo spazio AAM, in Via Monte Rosa 91, presso la sede milanese del Gruppo 24 ORE (stand 12 e 18 sala collina)

http://www.arteinmostra.net/andrea-carpita-a-milano.html

AAM: l’Arte Contemporanea nel cuore di Milano, aperta ad ogni possibile  fruitore, accessibile a tutti, con un’ idea che sfida i preconcetti; AAM  muta l’approccio tradizionale eliminado le barriere concettuali,  offrendo l’opportunità al pubblico di informarsi sulle varie tendenze  artistiche e di incontrare i galleristi e gli artisti in un’atmosfera  informale e interattiva. Arte Accessibile, in uno spazio aperto ad ogni   esigenza di comunicazione, disegnato da Renzo Piano.

Mostra a cura di Ivan Quaroni / Anfiteatro Arte, via savona, 26 – tel 02 86458549 http://www.anfiteatroarte.com/mostre.php?idMostra=57 http://www.anfiteatroarte.com/opere.php?idArtista=53

Fonte http://www.propostaweb.it/2011/04/eventi/andrea-carpita-aam-milano/

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“Onde di luce” di Maurizio Cariati

 Davvero originali e belli i ritrati di Maurizio: usa la juta grezza come supporto dei suoi dipinti ai quali deforma la tela  per ” dare una maggiore forma plastica ad una pittura in dialogo con lo spazio“.

Artista esposto alla AAM, noi lo abbiamo conosciuto! 😉

M.

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