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77 Mostra Internazionale dell’Artigianato- SAI FARE?

iscrizione_selezioneUna vetrina d’eccezione.

Partecipare alla Mostra Internazionale dell’Artigianato significa entrare in contatto con oltre 125.000 clienti, quasi 6.000 buyer e confrontarsi con espositori del proprio settore provenienti da tutte le parti del mondo per trovare nuovi spunti e creare nuove occasioni di business.Uno scambio economico, culturale e sociale.

Una mostra aperta al grande pubblico per 9 giorni consecutivi, dalle 10 alle 23, arricchita di eventi collaterali e manifestazioni che attirano visitatori di ogni età da ogni parte del mondo.Un’occasione eccezionale per allargare gli orizzonti del proprio business.

Mostra Internazionale dell’Artigianato
è un evento organizzato da Firenze Fiera
Piazza Adua, 1 – 50123 Firenze
Tel. +39 055 49721Fax +39 055 4973237 begin_of_the_skype_highlighting            +39 055 4973237     end_of_the_skype_highlighting

mostrartigianato@firenzefiera.it

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www.firenzefiera.it

info http://www.mostraartigianato.it/it/area-espositori/partecipare-alla-mostra.html

 

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CONTAMINAZIONE. MARIA MULAS

CONTAMINAZIONE+

 

Da oggi a Milano presso la Exfabbricadellebambole, dodici opere di grande formato offrono lo spunto per comprendere la ricerca di un’artista che osserva il piccolo, il dettaglio, il particolare ovvio e banale – in apparenza – e lo riporta alla luce ricordando quanto l’intero, che sia luogo o architettura, si alimenti e viva di elementi non stravaganti, non eccessivi, non unici. Il percorso espositivo si conclude presentando al pubblico una serie di ritratti doppi, da quello di Joseph Beuys  e di Bruce Nauman a quello di Claes Oldenburg e di sua moglie Coosje Van Bruggen.

Dove :

Exfabbricadellebambole

Via Dionigi Bussola 6

Milano

c.

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IL SEGRETO DEI SEGRETI: I TAROCCHI BUSCA

tarocchi+

Nel 2009 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, esercitando il diritto di prelazione, ha comprato il più antico mazzo di tarocchi italiano completo (che è anche il più antico esistente al mondo), noto come mazzo Sola Busca dai nomi dei precedenti possessori (gli eredi Sola Busca), e l’ha destinato alla Pinacoteca di Brera, che già conservava un gruppo di 48 carte, parte di un prezioso mazzo tardo-gotico realizzato per il duca di Milano (mazzo cosiddetto Brambilla).

La mostra  allestita a Milano all’interno della Pinacoteca di Brera, intende presentare questa importante acquisizione al grande pubblico, indagandone per la prima volta in maniera approfondita il contesto culturale e le possibili fonti, la complessa iconografia, arrivando così anche a precisarne la datazione e a identificare l’artista che lo ha realizzato e l’umanista che ne ha suggerito l’iconografia, aspetti tutti che non sono mai stati in precedenza sviscerati dalla critica.

Se volete svelare l’arcano, ne avrete la possibilità  fino al 17 Febbraio 2013 al costo di 10 euro.

Dove:

Pinacoteca di Brera, 28

Milano

C.

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LOST IN CHAOS

chaos
Milano- L’Associazione ArtGallery, in collaborazione con l’Institut français Milano, dal 22 gennaio apre le porte a una collettiva di impronta internazionale. In mostra undici artisti provenienti da Italia, Francia, Belgio e Spagna,uniti per offrire per un punto di vista, quello artistico, che si sviluppa su forme e contenuti diversi. Dal video all’installazione caotica, dalla pittura alla fotografia fino alla scultura. Protagonisti della colletttiva saranno gli italiani Giacomo Favilla, Pietro Baroni, Piergiorgio Del Ben, Marilù S. Manzini, Giorgio Orbi, Lorella Paleni, i francesi Julien Spianti, Olivier Larivière, il belga Xavier Delory, e gli spagnoli Ana Cabello e Albert Pinya. Gli artisti interagiscono con lo spazio di Palazzo delle Stelline condividendo stili, concetti, storie e vissuti diversi. Loro sono undici,provenienti da diverse nazionalità, ma tutti accomunati da chiari e comuni denominatori: l’idea del caos postmoderno, dell’accumulo di immagini e oggetti, la perdita dell’identità attraverso la non definizione di un volto, la paura per il futuro e l’invecchiamento.
L’esposizione inaugurerà martedì 22 gennaio alle ore 18.00 e resterà aperta fino alll’8 Febbraio 2013. Un’ occasione da non perdere.
Dove:
Palazzo delle Stelline
Corso Magenta 61, Milano
C.
http://www.stelline.it

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XU BING: il bosco… di bosco… nel bosco…

XU BING-http://en.wikipedia.org/wiki/Xu_Bing

Attualmente espone a Villa Reale alla biennale Italia-Cina con una installazione che da sola fa valere la pena andare a visitare la mostra!!!

 

Sembrano quadri ma in realtà sono più collage.

Dietro alla tela con lo scotch fissa le foglie e i rami che ricreano il bosco nel bosco.

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Mostra ‘Messaggi del Legno’ Alberto de Santi

 

Le sculture e i quadri tridimensionali presentati in questa mostra sembrano contrastare con l’idea tradizionale della scultura, dove la materia viene eliminata, piuttosto che aggiunta, per portare alla luce l’immagine racchiusa al suo interno.

 

Le sculture lignee create da De Santi sono invece il prodotto di una ricercata somma di singoli elementi, dai quali nasce quindi il prodotto finale. Non dalla perdita ma dall’ incremento viene ottenuta la scultura.

 

Un altro apparente contrasto è dato dalla scelta del materiale utilizzato: osservando distrattamente le opere,  la materia di cui sono composte non si rivela facilmente. Il paziente lavoro di modellazione, composizione e rifinitura camuffa il legno povero, vero cuore dell’opera, per assumere la brillantezza del bronzo e dell’oro, la lucentezza di smalti e lacche.

 

La ricerca parte quindi dall’utilizzo del materiale più semplice e naturale possibile, legni lavorati e modellati dal continuo e casuale moto delle onde di un lago, abbandonati sulle sue sponde, raccolti e riutilizzati come in una via di mezzo tra un paziente recupero e un ready-made di dadaistica memoria. Al lavoro spontaneo della mano della natura, si somma il lavoro forzato e studiato della mano dell’uomo, per dare nuova vita e nuova forma attraverso la ricerca di equilibri, asimmetrie e elementi  grafici.

 

Sono opere in cui lo sforzo, il lavoro e la costante applicazione diventano parte integrante della creazione, in opposizione alla prevalente tendenza attuale dell’arte, dove l’artista sembra voler rifiutare l’elaborazione manuale, in cui prevalgono il concetto e il pensiero sull’abilità e l’esecuzione, spesso addirittura lasciata a secondi. 

 

I quadri e le sculture proposte recuperano quindi un’immagine “artigianale” della creazione artistica, dove l’ideazione prosegue e si conclude pienamente nella sua realizzazione, in una continua ricerca di miglioramento ottenuta grazie ad un’ostinata cura.

 

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RICILA E CREA sul prossimo numero in edicola

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Eugenio Merino

La galleria Jerome Zodo Contemporary è lieta di presentare Celebrating Destruction, la prima personale italiana dell’artista spagnolo Eugenio Merino (1975, Madrid). La mostra inaugura giovedì 24 maggio a partire dalle 18.00 presso lo spazio di via Lambro 7, in Milano.

Eugenio Merino è un artista controverso che si è reso noto sulla scena artistica contemporanea soprattutto per le sue acute provocazioni, non ultima l’opera presentata alla recente manifestazione di ARCOMadrid 2012 con la galleria ADN di Barcellona, Always Franco, raffigurante il Generale Franco conservato dentro un freezer di bibite.

Prendendo spunto dalla cultura mediatica popolare e da diversi avvenimenti storici, il lavoro dell’artista si evidenzia per la costante analisi del paradosso; in continua dualità fra ipocrisia e franchezza, fra realtà e menzogna, fra rispetto ed offesa, fra gioco e serietà, il suo stile dissidente si allontana e respinge ogni patina di scialbo intellettualismo, per restituire all’arte il suo carattere più accattivante ed ironico. Nella volontà di trovare l’essenza e la sostanza che si cela nell’apparenza delle cose, Eugenio Merino si serve della natura stessa dell’arte, dai linguaggi alle forme, attraverso i meccanismi che ne regolano l’espressione, per teatralizzare la propria politica sovversiva.

Eugenio Merino è un autore cinico e decisamente “anarchico”, nelle sue euforiche pantomime i personaggi come gli oggetti, ammaestrano la realtà con pungenti provocazioni: ossimori, aforismi, giochi di parole e quant’altro occorra per ricamare le sue opere, come la stessa che dà il titolo alla sua prima italiana Celebrating Destruction (2011), una bottiglia di champagne il cui spumoso contenuto viene immaginato come un esplosivo fungo atomico.

Lontano dai suoi primi lavori perlopiù rivolti alle mitologie popolari, l’artista presenta una fase creativa più matura e ambiziosa. La riflessione chiama ad una nuova semantica divisa fra simbologie e atteggiamenti contemporanei. Analizzando le ipocrisie che si accompagnano nelle dinamiche di potere, lo sguardo è rivolto in particolare all’immagine della guerra. A dominare lo spazio della galleria sono le tre sculture in silicone No Return Policy (2011) e Jack in the Box (2011) che raffigurano tre soldati ancora confezionati in casse da trasporto; la riflessione esplora l’identità dell’eroe visto come semplice oggetto da spedire, fino ad arrivare allo sfruttamento politico e giuridico che le nazioni adottano in nome della pace. L’adozione di una metodica semplice e attraente non tradisce tuttavia la critica dell’artista, in opere come Victory or Death (2011) o Gates of Hell (2011), Eugenio Merino sottolinea e afferma nuovamente la sua posizione: non bastano due dita in segno di pace per dimenticare e cancellare le atrocità della guerra e la svastica come foro di un serratura non chiude definitivamente una porta.

Eugenio Merino è nato a Madrid, Spagna nel 1975, dove oggi vive e lavora. Dopo aver terminato gli studi presso l’Università Complutense di Madrid, ha esposto in diverse ed importanti manifestazioni artistiche internazionali tra cui: Paradox: The Limits of Liberty, Castrum Peregrini, Amsterdam; Sculpture Quadrennial Riga 2012, Riga, Latvia; Lens Politica – Festival and Media Art Festival, Helsinki, Finland; The Armory Show, Galeria Nina Menocal, New York. Recentemente: (2010) One Shot! Football and Contemporary Art at BPS22, Charleroi (Belgio); The Biennial Animamix, Taipei (Taiwan); Ink Art Biennale di Shenzhen (China); No More Heroes Anymore, ADN Galeria, Barcelona, (Spagna); (2009) La Comunidad Desbordada, Padellòn Mixtos, Ciudadela, Pamplona (Spagna).

 

 

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The Jerome Zodo Contemporary art gallery is proud to present Celebrating Destruction, the first personal exhibition of Spanish artist Eugenio Merino (1975, Madrid). The exhibition opens on Thursday 24th May at 18:00 at the Gallery in Via Lambro 7, Milan.

Eugenio Merino is a contemporary artist who made himself known on the contemporary scene, above all, for his acute provocations, including his latest work, presented at the ARCOMadrid 2012 Exhibition with the ADN Gallery Barcellona, Always Franco, which portrayed General Franco preserved in a freezer.

Taking inspiration from popular media culture and various historic events, the artist’s work stands out because of his constant analysis of paradox; in a continuous duality between hypocrisy and frankness, reality and falsehood, respect and offence, playfulness and seriousness, his dissident style pushes away and rejects any pale veil of intellectualism, to restore art with a more captivating and ironic character. In his search to discover the essence and substance hidden in the appearance of things, Eugenio Merino uses the very nature of art itself, from languages to form, through mechanisms that regulate expression, to put his subversive politics on centre stage.

Eugenio Merino is a cynical and decidedly ‘anarchic’ artist. He euphorically pantomimes characters as objects, handling reality with pungent provocations: oxymora, aphorisms, play-on-words and what ever else is required to weave his works, just like the one that lends its name to his first Italian exhibition Celebrating Destruction (2011), a bottle of Champagne is popped and the liquid condenses into an atomic cloud.

Far from his early works, in most part inspired by popular mythology, the artist presents a more mature and ambitious creative phase, in which reflection invokes a new semantic divided between symbology and contemporary attitudes. Analysing the hypocrisy that accompanies the dynamics of power, our sight is directed, in particular, to scenes of war, and three silicone sculptures dominate the space in the Gallery: No Return Policy (2011) and Jack in the Box (2011) that portrays three soldiers still wrapped up in packing crates. The reflection is widened to the identity of the hero now seen as simply an object to be sent away for political or juridical aims that nations adopt in the name of peace. However, the adoption of a simple and fascinating methodology does not betray the artist’s criticism, in works such as Victory or Death (2011) or Gates of Hell (2011), Eugenio Merino stresses and, once again, affirms his position: two fingers shown as a sign of peace are not enough to forget and cancel the atrocities of war and the swastika used as a key-hole will not lock a door forever.

Eugenio Merino was born in Madrid, Spain in 1975, where he still lives and works today. After finishing his studies at the Università Complutense in Madrid, he showed his works in various and important international artistic exhibitions including:  Paradox: The Limits of Liberty, Castrum Peregrini, Amsterdam; Sculpture Quadrennial Riga 2012, Riga, Latvia; Lens Politica – Festival and Media Art Festival, Helsinki, Finland; The Armory Show, Galeria Nina Menocal, New York. Recently: (2010) One Shot! Football and Contemporary Art at BPS22, Charleroi (Belgium); The Biennial Animamix, Taipei (Taiwan); Ink Art Biennial in Shenzhen (China); No More Heroes Anymore, AND Gallery, Barcelona, (Spain); (2009) La Comunidad Desbordada, Pabellòn Mixtos, Ciudadela, Pamplona (Spain).

Jerome-Zodo Contemporary

Via Lambro, 7

20129 Milano

www.jerome-zodo.com

http://www.facebook.com/pages/Jerome-Zodo-Contemporary/225325161096

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CONCORSO-Biennale Viterbo – Palazzo dei Papi – 26 maggio/3 giugno 2012

APAI – Associazione per la promozione delle Arti in Italia – organizza nelle sale di Palazzo dei Papi a Viterbo la 2a edizione della Biennale d’Arte Creativa sul tema “il Giardino dei 7 sensi: a ciascun’Arte il suo, seguendo la via del cuore”, in programma dal 26 maggio al 3 giugno 2012.
Il progetto si pone come obiettivi di valorizzare e incentivare forme di espressione artistiche che si incontrano, si ibridano, pur mantenendo una loro forte identità attraverso i sensi, potenziale del DNA umano…, quindi : Pittura, Scultura, Grafica, Letteratura e Poesia, Danza e Teatro, Musica, Fotografia, Video Art e Performance, Arte culinaria e Sensibilizzazione olfattiva con le essenze, associate ai 7 sensi : Vista, Udito, Olfatto, Gusto, Tatto, Propriocezione, Senso dell’equilibrio.
Non è solo un’iniziativa artistica, ma occasione di incontro trasversale tra persone diverse, artisti, appassionati o semplici curiosi, desiderosi di conoscere il proprio e l’altrui “senso”.
Essere mortali e sensibili è la nostra più paurosa condanna e allo stesso tempo il nostro privilegio. Viviamo al guinzaglio dei sensi: se da un lato questi estendono la nostra percezione, dall’altro ci limitano e ci vincolano. E’ quindi attraverso una maggiore conoscenza del percepire che tali barriere possono essere superate o quanto meno rese superabili. Questa Biennale intende proporre un rinnovamento della coscienza del proprio sentire attraverso gli sguardi molteplici delle forme artistiche ed i suoi ”7 sensi”.
Sono ammessi alla manifestazione: Artisti conosciuti o ancora sconosciuti a livello nazionale e internazionale. Gli Artisti dovranno confermare la loro adesione all’evento inviando entro il 10 aprile 2012 la documentazione e le notizie tecniche richieste nella scheda di iscrizione.
Sono ammesse tutte le tecniche, le correnti e le tendenze artistiche : pittura, scultura, grafica e disegno, installazioni, fotografia, video, altro. Non sono previste limitazioni nelle tecniche, negli stili o nelle tendenze artistiche, purchè si rispetti il tema della Mostra.
Nell’ambito della Biennale viene bandito un CONCORSO riservato a studenti di scuole, istituti ed accademie d’arte per giovani fino ai 35 anni. La partecipazione al concorso è gratuita.

Per informazioni, regolamenti e iscrizione scrivere a info@biennaleviterbo.it

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Mostra ‘Messaggi del legno’

Le composizioni presentate in questa mostra nascono dalla scoperta casuale del materiale primario utilizzato: il legno, trovato così come si presenta quando viene riportato a riva, dopo essere stato plasmato dal moto impetuoso di un fiume e delle onde di un lago. Le opere compiute derivano da un paziente lavoro di modellazione del legno e di assemblaggio delle varie componenti, alla ricerca dei principi di equilibrio delle sue parti. L’armonia nasce dal bilanciamento tra gli elementi plastici e tridimensionali ed il segno grafico che li accompagna. La ricerca artistica porta così ad un ritrovato equilibrio tra segno, volumi e valori formali.

                                                                                                                                             A.

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